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Un mirto con... Roberto Corti: "Ieri il Cagliari ha gettato alle ortiche nel secondo tempo quanto di buono fatto nella prima frazione di gioco. Pisacane deve assolutamente osare di più: non si può giocare col solo Esposito là davanti"

di Matteo Bordiga

Uno sprofondo senza fine. E, soprattutto, una mortificante sensazione di impotenza manifestata dalla squadra nel secondo tempo horror di Reggio Emilia.

Il Cagliari non vince da gennaio. Anzi, per la verità non riesce quasi più nemmeno a pareggiare: sono sei le sconfitte maturate nelle ultime otto partite (accompagnate da due anonimi segni X contro Parma e Lazio). Ma quello che preoccupa più di ogni altra cosa è la confusione tecnica e tattica in cui sembrano annaspare squadra e allenatore. I cambi di modulo e di atteggiamento a partita in corso e, soprattutto, le sostituzioni (tardive) operate nella ripresa nel tentativo disperato di acciuffare il pareggio non lasciano intravedere, per l’immediato futuro, nulla di buono.

Sintetizza tutti questi concetti con un’analisi lucida ed equilibrata lo storico ex portiere del Cagliari Roberto Corti, “particolarmente deluso” per il ko di Reggio Emilia arrivato “dopo un primo tempo che lasciava presagire ben altro risultato”.

Roberto, il Cagliari continua a sprofondare e, ormai, sta raschiando il fondo del barile…

"È davvero un grande peccato, anche perché nel primo tempo avevo visto una buona squadra, solida e aggressiva, che aveva meritato il vantaggio ottenuto col rigore di Esposito. Il Sassuolo, dal canto suo, non riusciva a esprimere il suo solito calcio. Nel secondo tempo invece - e non capisco proprio come mai - i rossoblù si sono abbassati eccessivamente, lasciando il possesso palla e l’iniziativa agli avversari. Intendiamoci, non è che i neroverdi abbiano fatto una grande partita, ma ripeto: Gaetano e compagni hanno arretrato troppo il baricentro d’azione e si sono portati, per così dire, il nemico in casa. Fortunatamente sabato prossimo all’Unipol Domus arriverà la Cremonese e i sardi avranno subito l’occasione di riscattarsi… anche se a questo punto diventa inevitabile temere praticamente qualsiasi avversario.

Poi mi sento di fare una riflessione sull’allenatore: Pisacane deve assolutamente rischiare di più. Non si può pensare di creare i presupposti per fare gol con in campo così tanti centrocampisti - peraltro più di quantità che di qualità - e non una vera punta di ruolo. A Reggio Emilia non si giocava contro l’Inter o il Milan: si affrontava una squadra abbordabile come il Sassuolo. Ecco, in questo tipo di gare è indispensabile osare qualcosa. D’altronde Vujadin Boskov soleva ripetere che era molto meglio perdere una partita per 5-0 che cinque partite per 1-0…

Dispiace, perché nel primo tempo avevo visto una bella squadra, con difesa alta e tanta grinta in campo. Ma nella ripresa si è gettato tutto alle ortiche. Io mi auguro di cuore che alla fine il Cagliari riesca a salvarsi. La prossima sfida con la Cremonese sarà cruciale. Di fatto si tratterà di una sorta di spareggio."


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