.

Un mirto con... Raffaele Paolino: "In caso di mancata vittoria con la Cremonese credo che Pisacane verrà esonerato. Ma io mi chiedo: dove è finita la cazzimma mostrata dalla squadra nel girone d'andata? E quale sarebbe il progetto della società?"

di Matteo Bordiga

Non nasconde la sua preoccupazione l’ex attaccante del Cagliari Raffaele Paolino, intervistato da Tuttocagliari.net a proposito del periodo nero attraversato, ormai da oltre due mesi, dalla formazione isolana allenata da Fabio Pisacane. In particolare Paolino si chiede “dove sia finito il famoso progetto della società, che a gennaio non è intervenuta sul mercato per sostituire adeguatamente gli infortunati lungodegenti, primo tra tutti Andrea Belotti”.

Raffaele, due punti nelle ultime otto partite raccontano di un Cagliari ormai allo sbando. Come si è arrivati a questa situazione dopo un girone d’andata chiuso con un ragguardevole vantaggio sulla “zona rossa”?

“Io in realtà ero preoccupato anche quando avevamo parecchi punti di vantaggio sulla terzultima in classifica. Questo perché vedevo che avevamo staccato la spina e allentato la tensione. In questo senso le dichiarazioni del direttore sportivo Angelozzi, che auspicava di chiudere la stagione al quartultimo posto, non hanno certo aiutato a motivare l’ambiente e a tenere tutti sul pezzo. Ecco, ora mi preoccupa oltremodo la sfida-spartiacque con la Cremonese. Ma non per il valore oggettivo dei grigiorossi, i quali in teoria rappresenterebbero uno scoglio più che abbordabile: è proprio il Cagliari che mi fa paura.”

A questo punto non posso non chiederglielo: alla luce del rendimento complessivo della squadra Fabio Pisacane merita di continuare a sedere sulla panchina del Cagliari?

“Francamente non saprei dire: se volgo lo sguardo alla prima parte del campionato al mister do un bell’8, ma se devo giudicare il girone di ritorno il voto non può superare il 4. In ogni caso, se non dovessimo battere la Cremonese credo che Giulini sceglierà di esonerarlo. Anche se un eventuale avvicendamento in panchina a mio parere sarebbe dovuto avvenire a cavallo della sosta per la Nazionale, prima della sfida al Sassuolo. Ora potrebbe essere tardi per scommettere su un altro allenatore.”

Come va approcciato e interpretato un match ad altissima tensione come quello con la Cremonese di mister Giampaolo?

“Sabato il Cagliari dovrà avere coraggio: schierare due punte e vincere la partita è l’imperativo categorico. Anche perché diciamocela tutta: se non dovessero arrivare i tre punti correremmo dei rischi enormi. A quel punto la serie B sarebbe virtualmente dietro l’angolo… Mi conforta il fatto che la Cremonese col Bologna abbia fatto un primo tempo a dir poco disastroso: Bonazzoli e compagni sono ampiamente alla nostra portata. A differenza dell’Inter, che andremo ad affrontare in trasferta la settimana successiva.

E poi mi permetto di fare una riflessione: la maggior parte delle squadre pericolanti costruisce la salvezza in casa propria. Noi invece all’Unipol Domus siamo un autentico colabrodo. Il nostro stadio dovrebbe rappresentare un fortino inespugnabile, mentre nelle ultime stagioni si è trasformato in terra di conquista per avversari grandi e piccoli. Infine mi chiedo: dove è finita la cazzimma, la grinta feroce che ci aveva contraddistinto nel girone d’andata? In quei mesi giocavamo bene a calcio e, soprattutto, buttavamo sempre il cuore oltre l’ostacolo. Ora non solo abbiamo smarrito la nostra identità di gioco, ma in più crolliamo alle prime difficoltà. Certo, siamo stati falcidiati dagli infortuni, ma a maggior ragione a gennaio saremmo dovuti intervenire sul mercato per correre ai ripari e rammendare le toppe. Perché invece i lungodegenti non sono stati adeguatamente sostituiti? Io continuo a non vedere tracce del famoso progetto - o programma a lungo termine - di questa società…”


Altre notizie
PUBBLICITÀ