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Un mirto con... Raffaele Paolino: "Cagliari, la sfida contro il Pisa vale come una finale di Champions League. Con una vittoria la salvezza sarebbe in ghiaccio. Ma noi ogni volta che possiamo fare il salto di qualità finiamo per inciampare..."

di Matteo Bordiga

L’ex attaccante del Cagliari Raffaele Paolino, intervistato da Tuttocagliari.net, sottolinea gli aspetti positivi e - soprattutto - quelli negativi della sfida tra i rossoblù e il Como di Cesc Fabregas, ribadendo che “la compagine sarda ogni volta che potrebbe compiere un piccolo salto di qualità puntualmente si ferma. Contro i lariani mi sarei aspettato qualcosa in più soprattutto sotto l’aspetto del ritmo e della determinazione”.

Raffaele, a suo avviso il Cagliari non ha proprio i mezzi e le risorse tecniche per approcciare una gara interna contro il Como senza rinunciare - per larga parte del match - a sviluppare una credibile manovra offensiva?

“Premetto che il Como in questo momento è una delle migliori compagini italiane. Però certamente il Cagliari, con tutti i punti di vantaggio che aveva sul terzultimo posto, sabato scorso avrebbe potuto permettersi di rischiare qualcosa in più. Tra l’altro all’Unipol Domus è andato in scena un Como sottotono, artefice di una delle sue peggiori prestazioni stagionali, ma noi abbiamo giocato a nostra volta sotto ritmo. Un fatto è ormai assodato: quando abbiamo la possibilità di fare un piccolo balzo in avanti in classifica incappiamo in prestazioni mediocri e rivedibili come quella contro i lariani. E puntualmente rischiamo di venire nuovamente risucchiati nella lotta per evitare la retrocessione.

L’aspetto positivo di questa stagione è che finalmente abbiamo basi concrete sulle quali costruire un progetto più ambizioso in vista del prossimo campionato. Se l’Udinese, il Sassuolo o il Bologna puntano tutti gli anni - come minimo - al centroclassifica, beh anche il Cagliari può fare altrettanto. Io personalmente confido in questi nuovi soci americani che sono entrati in società: molto dipenderà dalle motivazioni che li hanno spinti ad acquisire una percentuale significativa delle quote azionarie. Se tengono davvero al Cagliari e intendono investire sul fronte sportivo, l’obiettivo in futuro potrebbe essere almeno quello di assestarci sul lato sinistro della graduatoria.”

Che valore attribuisce alla sfida di domenica tra Pisa e Cagliari all’Arena Garibaldi?

“Per il Cagliari questa partita è come una finale di Champions League. Se i rossoblù dovessero vincere ipotecherebbero la salvezza e si regalerebbero la possibilità di giocare a briglie sciolte per il resto del campionato. Il che, tra l’altro, consentirebbe di programmare con largo anticipo la stagione ventura.

Certamente non dovremo commettere l’errore di sottovalutare il Pisa. Già col Como mi sarei aspettato un Cagliari molto più tosto e agonisticamente feroce, che facesse sputare sangue a Nico Paz e compagni. E invece i lombardi, pur non esprimendo certo il loro calcio migliore, hanno vinto col minimo sforzo. Ecco, questo deve farci riflettere. Inoltre apro un tema cruciale ma poco dibattuto: sono anni che non sfruttiamo affatto il fattore campo. Le squadre di serie A da sempre temono la trasferta cagliaritana, perché sanno che oltre all’undici rossoblù dovranno affrontare anche variabili climatiche imprevedibili, come ad esempio il vento, e il tifo indiavolato di un pubblico che urla e canta proprio a ridosso del terreno di gioco, trasformando lo stadio in un catino. E ciononostante noi spesso, col nostro atteggiamento rinunciatario e con le nostre prestazioni molli, rendiamo la vita fin troppo facile agli ospiti. Ci sarebbero tutti i presupposti per rendere l’Unipol Domus una roccaforte quasi inespugnabile, e invece il Cagliari è tra le squadre di massima divisione che perdono più partite davanti ai propri tifosi.”


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