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Un mirto con... Giuseppe Bellini: "Il Cagliari in questo periodo gioca per strappare anche il punticino. Senza l'eurogol di Da Cunha la gara sarebbe finita 1-1. Pisacane ora deve fare di necessità virtù"

di Matteo Bordiga

L’ex centrocampista-goleador del Cagliari Giuseppe Bellini, intervistato da Tuttocagliari.net, dice la sua sulla sconfitta rimediata ieri dai rossoblù in casa contro il Como. Un 2-1 che, per come si è sviluppato il match, lascia l’amaro in bocca ai tifosi isolani.

Giuseppe, il Cagliari ha iniziato la partita col Como con un unico attaccante e con un modulo e un atteggiamento decisamente rinunciatari. Non sarebbe stato il caso di provare ad aggredire - almeno a tratti - i lariani, tra l’altro reduci dalla sfida infrasettimanale di Coppa Italia?

“Il Cagliari avrebbe certamente potuto fare qualcosa di più, anche se vorrei ricordare che il Como martedì con l’Inter aveva fatto una passeggiata, giocando al rallentatore una partita in cui il pareggio andava bene a entrambe. E poi all’Unipol Domus Nico Paz e compagni non hanno creato tante occasioni da gol, al netto di un lungo e protratto possesso palla. La prima rete è arrivata su un rimpallo fortunoso, mentre il 2-1 è stato un vero e proprio jolly trovato da Da Cunha.  

In questo periodo il Cagliari sta giocando col chiaro obiettivo di portare a casa anche un punticino, che tra l’altro ieri sarebbe stato oltremodo prezioso. I ragazzi di Pisacane non avevano bisogno di attaccare il Como, che tra l’altro in quel caso agendo in contropiede avrebbe potuto fare sfracelli. Per contro è pur vero che i lariani non erano certo la squadra brillante ammirata nelle ultime settimane. Tant’è che dopo l’1-1 di Esposito ero convinto che si potesse rimediare un pareggio.”  

L’assetto scelto da Pisacane, un 5-3-1-1 abbottonatissimo, era davvero la miglior soluzione tattica da contrapporre a Fabregas?

“Il Cagliari ha approcciato la gara in modo piuttosto conservativo, ma secondo me affrontare il Como a viso aperto non sarebbe stata una buona idea. Diciamo che l’intento di Pisacane era quello di contenere e limitare il più possibile il gioco dei lariani. E credo che la scelta tattica sia stata figlia delle condizioni fisiche degli attaccanti che il mister sardo aveva a sua disposizione. Del resto, in questo momento noi tifosi dobbiamo accontentarci: non possiamo pretendere granché di più. Marco Palestra è l’unico all’interno dell’organico rossoblù a possedere determinati numeri, oltre a poter vantare una grande forza fisica e un notevole carisma. La situazione contingente ci costringe a giocare al risparmio e d’attesa, con l’obiettivo di contenere l’esuberanza degli avversari. Per vedere un altro tipo di calcio ci vorrebbero attaccanti con caratteristiche differenti: sia Esposito che Kiliçsoy non sono delle vere e proprie prime punte. Tutto questo senza dimenticare che ieri all’Unipol Domus senza l’eurogol trovato da Da Cunha sarebbe finita certamente 1-1.”


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