Un mirto con... Emiliano Melis: "Il Cagliari dovrà impostare la gara di lunedì con l'obiettivo di ottenere un preziosissimo pareggio. Affrontare l'Atalanta a viso aperto? Molto rischioso. Avremmo dovuto 'azzannare' semmai le gare con Lecce e Pisa"
L’ex fantasista del Cagliari Emiliano Melis, interpellato da Tuttocagliari.net, inquadra con la consueta lucidità il momento critico attraversato dai rossoblù di Fabio Pisacane e presenta la sfida di lunedì 27 aprile contro l’Atalanta, in cui per gli isolani “sarà fondamentale portare a casa almeno un punto”.
Emiliano, i numeri del Cagliari negli ultimi due mesi sono da brividi. Quali sono le prospettive-salvezza di Caprile e compagni da qui a fine stagione?
“Diciamo intanto che la partita da vincere a tutti i costi era quella con la Cremonese; e il compito non era per nulla facile, perché in quell’occasione proprio non si poteva sbagliare. Contro un’Inter lanciatissima verso lo scudetto era quasi impossibile fare risultato. Anche perché la loro mini-crisi i nerazzurri di Cristian Chivu l’avevano già vissuta e superata. Ora bisogna focalizzarsi sul prossimo impegno contro l’Atalanta, che mi auguro possa portare in dote un risultato positivo. La Dea non è più il rullo compressore degli ultimi quattro-cinque anni; di conseguenza noi avremo l’obbligo assoluto di strappare almeno un pareggio. Dovremo impostare il match proprio con l’obiettivo di ottenere un punto, che sarebbe preziosissimo per muovere la classifica.”
Il Cagliari però quest’anno spesso e volentieri ha approcciato le partite col dichiarato obiettivo di non perdere… finendo quasi sempre per tornare a casa con le pive nel sacco. Non sarebbe invece più raccomandabile puntare alla vittoria per poi, eventualmente, accontentarsi anche di un eventuale pareggio?
“Io non dico assolutamente che dovremo rinunciare a giocare a calcio contro la Dea, per giunta in casa nostra. Ma la preparazione - e di conseguenza l’impostazione - del match dovrà essere principalmente finalizzata a evitare la sconfitta. Affrontare i bergamaschi a viso aperto potrebbe non essere la scelta giusta. D’altro canto è proprio a questo punto del campionato che è lecito fare calcoli e ipotizzare piccole tabelle di marcia. Semmai avremmo dovuto approcciare con tutt’altro spirito, qualche settimana fa, le gare contro Lecce e Pisa: due avversari da attaccare a spron battuto e senza esitazione per incamerare sei punti che sarebbero stati preziosissimi. Ora, a poche giornate dal traguardo, ci tocca attaccarci anche al singolo punticino. Io sono dell’idea che avremmo dovuto archiviare il discorso-salvezza molto tempo fa, segnatamente subito dopo quel filotto vincente di gennaio - anche abbastanza casuale, se vogliamo - contro Juventus, Fiorentina e Verona. Nelle giornate immediatamente successive, cavalcando l’onda emotiva di quei successi in serie, saremmo dovuti scendere in campo molto più sbarazzini e liberi mentalmente, con l’obiettivo di ottenere altre vittorie e di metterci definitivamente al riparo da sorprese. Invece abbiamo dilapidato un vero e proprio patrimonio di punti sulla zona retrocessione. Ecco perché ora, ahinoi, ci ritroviamo costretti a ragionare con la calcolatrice in mano…”