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Un mirto con... Cristian Zenoni: "L'Atalanta gioca sempre a spron battuto contro qualsiasi avversario. Tuttavia, questa sua filosofia a volte la porta a scoprirsi un po' troppo in fase difensiva. Col Cagliari sarà una sfida-chiave per l'Europa"

di Matteo Bordiga

Per provare a inquadrare il più a fondo possibile il prossimo avversario del Cagliari la cosa migliore da fare è interpellare chi quell’avversario lo conosce come le sue tasche. Cristian Zenoni, ex veterano dell’Atalanta, ai microfoni di Tuttocagliari.net fa il punto sullo stato di forma e sulle rinnovate ambizioni della Dea allenata da Raffaele Palladino: una compagine che, c’è da giurarci, si presenterà lunedì sera all’Unipol Domus animata da propositi decisamente bellicosi.

Cristian, che valore ha per l’Atalanta la trasferta di Cagliari e quali sono i pericoli che correranno i rossoblù di Fabio Pisacane nel match contro gli orobici?

“Il Cagliari troverà sul suo cammino una squadra che in questo periodo sta dimostrando di valere la posizione di classifica che occupa. Per i sardi sarà certamente una sfida complicata. Certo, l’Atalanta sarà reduce dall’impegno infrasettimanale contro la Lazio, ma la rosa dei bergamaschi è piuttosto ampia e non credo che Palladino ricorrerà a un massiccio turnover. D’altro canto l’obiettivo dichiarato del mister è l’Europa, che sia Champions o Europa League. Però attenzione: se è vero che la gara di lunedì è importante per l’Atalanta, anche il Cagliari si giocherà gran parte delle sue chance salvezza.”

Qual è il pregio più significativo - e, per converso, quale il difetto più evidente - dell’Atalanta targata Palladino?

“Il pregio principale secondo me è il gruppo. Che giochi l’uno o che giochi l’altro il rendimento della squadra sostanzialmente non cambia. Stiamo parlando di un collettivo composto da ragazzi che sono molto coesi e uniti tra di loro. Il difetto? Vado forse un po’ controcorrente, ma pongo l’attenzione sul fatto che la Dea gioca sempre la sua partita a viso aperto e sfidando alla pari con sfrontatezza qualsiasi avversario. Talvolta però, proprio per questo suo modo di giocare, finisce per sbilanciarsi e per lasciare qualche spazio di troppo in fase difensiva. Risulta dunque vulnerabile dalla cintola in giù. Questa è l’altra faccia della medaglia della mentalità aggressiva e propositiva di Palladino: un aspetto che da alcuni può essere letto come un ‘contro’ ma che, a ben vedere, da un certo punto di vista può pure rappresentare un ‘pro’. Zappacosta e compagni infatti creano sempre tantissimo in fase offensiva. D’altronde il loro obiettivo dichiarato è quello di segnare un gol in più degli avversari, non quello di subirne uno in meno.”


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