Un mirto con... Beppe Tomasini: "Per Giulini potrebbe essere arrivato il momento di passare la mano. Tutti confidiamo negli americani, ma attenzione: loro prima di tutto fanno i propri interessi. Contro la Cremonese schiererei due punte"
Il grande saggio e memoria storica del Cagliari Calcio Beppe Tomasini, intervistato da Tuttocagliari.net, fa il punto sull’attuale situazione sportiva e societaria del club isolano, precipitato in una crisi profonda di cui si fatica a intravedere la via d’uscita.
Beppe, il Cagliari ha collezionato sei sconfitte e due pareggi nelle ultime otto gare. Lo scenario da complicato sta diventando drammatico…
“E la squadra deve assolutamente uscire, con grandissima determinazione e forza di volontà, dal ginepraio in cui si è infilata. In questo momento in fondo alla classifica ci sono due compagini, Pisa e Verona, praticamente già retrocesse. Manca ancora una ‘condannata’, ma non credo proprio che alla lunga toccherà a noi scendere in serie B. Effettivamente è vero: non abbiamo un gioco credibile e fatichiamo oltremodo a portare a casa punti. Forse incide il fatto che Pisacane è un tecnico ancora giovane e quindi bisognoso di fare esperienza. Quel che è certo è che ora dovremo lottare col coltello tra i denti in ogni singola partita, ma ripeto: secondo me alla fine dei giochi non retrocederemo. Abbiamo ancora qualche punto di vantaggio sul terzultimo posto. Non solo: noi siamo tecnicamente superiori alle nostre dirette concorrenti. Purtroppo quest’anno abbiamo dovuto fare i conti con una pletora di infortuni, che hanno depotenziato soprattutto il reparto offensivo. In serie A senza punte e senza uomini in grado di incidere sotto porta non vai lontano.”
Mancano un paio di giorni a Cagliari-Cremonese: la gara spartiacque della stagione rossoblù.
“Dovremo approcciare questa sfida nella maniera migliore possibile, perché se non dovessimo vincere rischieremmo davvero grosso. Dal punto di vista tecnico i valori delle due squadre sono piuttosto vicini, ma noi partiremo avvantaggiati perché avremo il pubblico dalla nostra parte. E, qui lo dico e qui lo nego, a mio avviso in un modo o nell’altro riusciremo a portare a casa i tre punti.
Tatticamente se fossi in Pisacane punterei sullo schieramento a due punte, sacrificando magari un centrocampista o un difensore. In linea di massima è vero che dobbiamo essere un po’ più propositivi, ma per praticare un calcio d’attacco occorre avere in rosa elementi di qualità superiore. La mia speranza è che il Cagliari, dopo quest’ennesimo campionato tribolato, possa finalmente compiere il salto di qualità. Sono arrivati gli americani, certo, e tutti confidiamo in loro. Però gli americani di solito fanno prima i loro interessi; solo in un secondo momento pensano ai tifosi e, in generale, alla piazza. Quanto al presidente Giulini, beh io francamente credo che per lui sia giunto il momento di cedere la società. Anche perché occorre ristrutturare la squadra in modo sostanziale per pianificare dei campionati più tranquilli e più gratificanti. A Cagliari inoltre bisogna riaccendere un entusiasmo che ora come ora, tra i fan rossoblù, mi sembra un po’ sopito. Insomma, il presidente si è disimpegnato abbastanza bene nei suoi dodici anni di gestione, ma adesso può anche pensare di passare la mano.”