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Un mirto con... Antonio Criniti: "Parecchi elementi della rosa del Cagliari non sono da serie A. L'unico vero crack è Marco Palestra, che per inciso non è neanche nostro. I tifosi non possono rischiare l'infarto ogni domenica..."

di Matteo Bordiga

Come sempre non ha peli sulla lingua - e non usa mezzi termini - Antonio Criniti, ex attaccante del Cagliari, che ai microfoni di Tuttocagliari.net definisce “non all’altezza della serie A” diversi elementi che compongono l’attuale rosa rossoblù. “L’unico vero crack del Cagliari è Marco Palestra, che non è neppure un giocatore di proprietà del club”, fa notare Criniti.

Antonio, il Cagliari annaspa e fatica a risollevarsi. I numeri, impietosi, registrati nelle ultime sette giornate di campionato lo confermano.

“Il Cagliari quest’anno ha due grandi fortune: la prima è che, così come accaduto nelle precedenti stagioni, le dirette concorrenti per la salvezza non corrono, ma sembrano aspettare Caprile e compagni. La seconda è che abbiamo fatto punti imprevisti contro Torino, Roma, Juventus e Fiorentina. Sono quei successi che, ora come ora, ci stanno tenendo a galla.

Il grande problema invece non è solo che la squadra gioca male, ma che è proprio entrata in una sorta di circolo vizioso. Certo, c’è stata un’evidente involuzione sotto il profilo del gioco. Ma il fatto è che, almeno a mio parere, molti giocatori sono sopravvalutati. Insomma, non sono da Cagliari. Se il parametro di riferimento è il mio Cagliari, naturalmente: quello in cui militavano i vari Matteoli, Francescoli, Oliveira, Firicano, Pusceddu, Allegri, Moriero. D’altronde il calcio attuale dal punto di vista tecnico non è minimamente paragonabile a quello degli anni Novanta. E non lo scopro certo io.

Poi non capisco perché mister Pisacane cambi formazione quasi tutte le domeniche. Tra l’altro Sebastiano Esposito non è un attaccante, ma un fantasista o comunque un centrocampista avanzato. Non possiamo aspettarci valanghe di gol da lui. Io mi chiedo: perché Kiliçsoy non gioca sempre? Il turco è l’unico centravanti vero che abbiamo in rosa. Senza attaccanti puri in campo ci tocca aspettare l’episodio estemporaneo, come il calcio d’angolo o il calcio di punizione, per fare gol. Ma, come è ovvio che sia, non ci può andare sempre bene…”

Proiettiamoci alla sfida di sabato prossimo in casa del Sassuolo. Che partita sarà?

“Una partita sicuramente molto difficile. Per nostra fortuna anche le dirette concorrenti per la salvezza affronteranno avversari tosti: il Lecce ad esempio se la vedrà con l’Atalanta. Ma resta il fatto che il Sassuolo ha a disposizione più calciatori di categoria rispetto al Cagliari. Insomma, è possibile che noi non riusciamo mai a prendere venti giocatori di buon livello che siano in grado di salvare la squadra con sette-otto giornate d’anticipo? L’unico elemento di alto profilo su cui possiamo fare affidamento è Marco Palestra, che tra parentesi non è neppure di nostra proprietà. Lo scriva e lo sottolinei: i tifosi del Cagliari meritano giocatori da Cagliari. Giocatori da serie A. Non è accettabile che ogni domenica i fan rossoblù debbano rischiare l’infarto all’Unipol Domus…”


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