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Unione Sarda - Così Astori e Canini sono diventati gli intoccabili della difesa rossoblù

di Giampaolo Gaias

Da speranze a titolari inamovibili della difesa rossoblù. Michele Canini e Davide Astori in pochissimo tempo sono diventati una delle coppie di centrali più affiatate del campionato. Giovani, sicuri, brillanti, entrambi sono ormai da tempo in vetrina e molte delle big hanno cominciato a metter loro gli occhi addosso. Milan (Allegri, che ha avuto la buona idea di lanciarli insieme, stravede per loro), ma anche Fiorentina, Genoa e altre squadre a più riprese hanno sondato il terreno per i due difensori, ma prima la società e poi Renzo Contratto (l'ex terzino della Fiorentina è l'agente di entrambi) hanno chiuso la porta. Con buona pace dell'altro centrale di difesa rossoblù Lorenzo Ariaudo, di sicuro non inferiore ai due, ma chiuso dalla maggiore esperienza e dal grande affiatamento che esiste, non solo sul terreno, di gioco, tra i due giocatori lombardi.
Cresciuti sotto l'ala protettiva di Diego Lopez, l'ex capitano del Cagliari compagno di parecchie battaglie sino alla scorsa stagione, Canini e Astori in due non fanno nemmeno 50 anni. Il primo è cresciuto nelle giovanili dell'Atalanta ed è in Sardegna da sei stagioni. Con il Cagliari ha giocato ben 114 gare ufficiali (18 in campionato in questa stagione) e lo scorso 28 novembre contro il Lecce ha segnato il suo primo gol in serie A. Bravo al centro, ma anche sulla fascia, nella passata stagione Allegri l'ha utilizzato a più riprese sulla destra, a causa dell'infortunio di Andrea Pisano.
L'eclettismo, oltre al grande senso dell'anticipo e della posizione, è anche una delle doti di Astori: il giocatore cresciuto nel Milan con il Cagliari ha giocato 62 partite (18 in questo torneo), segnando due reti nella scorsa stagione, contro Fiorentina e Chievo. Qualità che non sono passate inosservate e gli hanno permesso, a inizio campionato, di essere convocato in Nazionale.


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