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Tresoldi: "La mia storia inizia da Cagliari. In Italia ora i giovani giocano, Palestra ne è un esempio"

di Giorgia Zuddas

Nato a Cagliari, cresciuto a Gubbio e poi passato tra Germania e Belgio, Nicolò Tresoldi si sta ritagliando uno spazio importante al Club Brugge, dove è tra gli attaccanti più in evidenza del momento. Il centravanti ha raccontato il suo percorso a SportWeek. Di seguito un estratto dell'intervista.

La tua storia inizia...

"Da Cagliari. Papà giocava a Gubbio, io sono nato in Sardegna un po’ per caso, dove c’era la casa dei miei nonni materni. Da bambino giocavo sempre, per farmi felice bastava una palla di qualsiasi dimensione. Giocavo, giocavo e giocavo. Stavo fuori ore fin quando mamma non mi diceva di tornare a casa"

Però sei cresciuto a Gubbio

"Dove facevo tennis. Ero abbastanza bravo, mi allenavo tutti i giorni e giravo l’Europa per i tornei. Giocavo spesso con Luca Nardi e c’era anche Flavio Cobolli, ogni tanto capitava di incontrarci. Lui ha iniziato col calcio e poi ha scelto il tennis, io ho fatto l’esatto contrario: abbiamo avuto un percorso opposto. Se sarebbe bello organizzare una sfida? Assolutamente sì!".

Da Gubbio poi arrivi in Germania dove i tuoi si trasferiscono per lavoro

"E lì mollo il tennis per il calcio. Sono entrato nel vivaio dell'Hannover abbastanza velocemente, ho fatto tutta la trafila fino alla prima squadra. Il debutto è stato bellissimo, davanti a 40mila persone e in uno degli stadi più iconici della Germania".

In Italia avresti avuto le stesse possibilità?

"Chi può dirlo... Se uno è forte gioca, io la penso così. Adesso in Italia ci sono tanti ragazzi giovani che hanno spazio, tipo Palestra e Bartesaghi. In Germania si tende a farli esordire prima, la cultura è diversa. Nella mia Under 21, per esempio, quasi tutti giocano già titolari in Bundesliga".

Ti aspettavi almeno una telefonata dalla Nazionale?

"Sinceramente sì. Ho fatto due gol in Champions e tutto il resto… Una chiamata, anche solo per conoscerci, mi avrebbe fatto piacere. Vorrà dire che dovrò fare ancora di più".


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