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Posizioni distanti con ol Comune e mercoledì c'è l'ispezione Uefa. Corsport: "Stadio Cagliari, il conto sballato".

di Redazione TuttoCagliari

"Stadio Cagliari, il conto sballato". Questo il titolo del Corriere dello Sport a pagina 30. Posizioni distanti con il Comune sulla parte economica di gestione. E mercoledì c’è l’ispezione di Michele Uva. Il direttore esecutivo della Uefa è in città per valutare lo stato dell’arte in vista degli Europei 2032.

Sul tavolo resta soprattutto il nodo dei costi, cresciuti in modo significativo rispetto alle stime iniziali.

Il piano presentato dal club era partito da un investimento di circa 100 milioni di euro, salvo poi lievitare fino a 220 milioni, Iva inclusa.

Mercoledì il tema approderà in Consiglio comunale, dove si preannuncia un confronto acceso. Le principali contestazioni arrivano dal consigliere di opposizione Giuseppe Farris, che punta l’attenzione soprattutto sull’assenza di un vero confronto politico e tecnico sul Pef, il Piano economico-finanziario.

La struttura delle risorse previste alimenta ulteriori dubbi: la Regione Sardegna sarebbe pronta a mettere 50 milioni di euro, il Comune di Cagliari altri 10 milioni destinati alla demolizione del Sant’Elia, mentre Sfirs potrebbe intervenire con 30 milioni. Secondo Farris, l’equilibrio tra capitale pubblico e privato finirebbe così per essere sostanzialmente equivalente, aspetto che potrebbe entrare in frizione con la normativa europea.

Altro punto sensibile è quello relativo al diritto di superficie, formula che secondo i critici esporrebbe l’area pubblica a possibili azioni dei creditori in caso di difficoltà del concessionario. Una soluzione alternativa, secondo questa lettura, sarebbe stata il semplice diritto d’uso.

Sul fronte politico, l’assessore allo sport Giuseppe Macciotta starebbe lavorando per trovare una mediazione, ma la decisione finale spetterà all’aula.

A complicare ulteriormente il percorso pesa anche il profilo europeo della vicenda. Sull’iter del progetto grava infatti un procedimento di infrazione della Commissione Europea, legato a presunte criticità sul rispetto delle direttive in materia di appalti e concessioni, tema reso ancora più delicato dalla recente pronuncia della Corte di Giustizia dell’Unione Europea.

Nel dibattito entra anche il tema del canone concessorio. Il club ha proposto una cifra di 50 mila euro l’anno, con l’ipotesi iniziale addirittura di azzerare il versamento. La normativa imporrebbe invece una quota compresa tra il 5% e il 10% dei ricavi stimati della struttura.

Applicando questo criterio ai 50 anni di concessione, il mancato introito per il Comune potrebbe superare 36 milioni di euro, con possibili rilievi sul piano erariale.


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