.

Il grande rebus del canone. L'Unione Sarda: "Il Cagliari alza la posta: stadio a rischio. Giulini furioso"

di Redazione TuttoCagliari

"Cagliari, il grande rebus del canone: 'Così il nuovo stadio è a rischio'", titola L'Unione Sarda in prima pagina. L'approfondimento a pagina 15: "Il Cagliari alza la posta: stadio a rischio". Irritazione della società: sul canone di concessione non c'è margine di trattativa. Lite a distanza con il Comune ma il piano economico è pronto. Il 1* aprile arriva l'Uefa per Euro '32. 

Il clima tra il Cagliari Calcio e l’amministrazione comunale si è improvvisamente surriscaldato proprio quando sembrava vicina una svolta sul progetto del nuovo stadio. L’intervento dell’assessore allo Sport Giuseppe Macciotta, che in Consiglio comunale aveva tentato di rassicurare sulla risoluzione delle criticità legate al piano economico-finanziario, non avrebbe avuto l’effetto sperato, alimentando invece nuove tensioni.

Dalla società rossoblù filtra irritazione per quella che viene percepita come una chiusura da parte del Comune, soprattutto sul tema del canone di concessione. Il club aveva già fatto un passo indietro su alcuni punti rilevanti, rinunciando sia all’ipoteca sul diritto di superficie sia alla gestione privata dei parcheggi. Tuttavia, la richiesta dell’amministrazione di rivedere al rialzo il canone annuale viene considerata incompatibile con l’equilibrio complessivo del progetto.

L'Unione Sarda riporta la posizione della società rossoblù, con tanto di virgolettati: la situazione rischia di trasformarsi in un campo minato "per l'atteggiamento dell'amministrazione", che "ora fa muro sul canone di concessione". 

Il presidente Tommaso Giulini avrebbe reagito con grande fermezza dopo la seduta consiliare, invitando i suoi collaboratori a mantenere una posizione di "assoluta rigidità". nella trattativa. Il canone proposto dal Cagliari resta fissato a 50mila euro l’anno, cifra che la società ritiene in linea con quanto avviene in altre realtà del calcio italiano: l’Udinese corrisponde circa 45mila euro, mentre la Roma avrebbe ipotizzato un valore intorno ai 66mila euro per il proprio impianto. A Genova, inoltre, si valutano soluzioni che prevedono l’assenza di canone per lunghi periodi. «La ragione è economica, rinunciando a 1,5 milioni che si sarebbe ricavato dalla gestione dei parcheggi, se aumenta il canone si sballa il pef».

Ma Giulini, ieri pare fosse veramente fuori di sè, tanto che qualcuno ipotizza che ormai la questione sia diventata anche formale, di principio. «Il rischio, adesso, è che lo stadio non si faccia».

Il club sottolinea come la rinuncia ai proventi legati ai parcheggi, stimati in circa 1,5 milioni di euro, renda difficile sostenere un eventuale aumento del contributo annuo senza compromettere la sostenibilità economica del piano. Nei prossimi giorni è previsto l’invio a Palazzo Bacaredda di una nuova versione del Pef aggiornata sugli aspetti relativi al diritto di concessione e alla gestione delle aree di sosta.

Resta dunque aperto l’ultimo nodo che separa il progetto dalla sua realizzazione. La sensazione, negli ambienti vicini alla società, è che la partita si giochi ormai non solo sul piano economico ma anche su quello istituzionale. Se non dovesse emergere un’intesa, il rischio concreto è che il percorso verso la costruzione del nuovo stadio subisca una brusca battuta d’arresto.

Il quotidiano riferisce di un Giulini fuori di sè.  In questo clima di tensione, prende corpo il timore che il progetto del nuovo stadio possa non vedere la luce: «Il rischio, adesso, è che lo stadio non si faccia».


Altre notizie
PUBBLICITÀ