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Fallimento Nazionale, Tuttosport: "Rifondazione al via. Adesso per l’Italia ci vuole un Leoni. Palestra punto fermo da subito"

di Redazione TuttoCagliari

"Rifondazione al via. Adesso per l’Italia ci vuole un Leoni". Così titola stamattina Tuttosport.  La sconfitta di Zenica ha riportato al centro del dibattito tutti i limiti già emersi negli ultimi mesi: all’Italia manca un vero leader difensivo e, allo stesso tempo, un riferimento tecnico stabile in mezzo al campo. È da qui che dovrà partire la rifondazione azzurra.

Il titolo simbolico è tutto in un nome: Giovanni Leoni. Dal “leone” d’esperienza rappresentato da Francesco Acerbi al talento giovane che oggi può incarnare il futuro del reparto arretrato. La sensazione è che la Nazionale debba ripartire proprio da un nuovo centrale capace di guidare la linea.

In attacco, al contrario, le soluzioni non mancano: Kean, Retegui, Scamacca e soprattutto Pio Esposito, in prospettiva, rappresentano una base più che solida. I problemi veri sono altrove.

Uno dei temi emersi dopo Zenica riguarda la gestione di Alessandro Bastoni. La sua prova negativa viene letta come la conseguenza di una scelta tattica discutibile: la convivenza con Calafiori in una difesa a tre non ha funzionato.

Per questo cresce l’attenzione attorno a Leoni, reduce da un’ottima stagione a Parma prima dell’infortunio al crociato e oggi approdato al Liverpool, ambiente ideale per crescere sotto il profilo tecnico e mentale. La speranza è che, una volta rientrato, possa avere un impatto in azzurro simile a quello già mostrato da Palestra, tra le note più positive viste in Bosnia nonostante l’inferiorità numerica.

Anche il laterale del Cagliari sembra destinato a diventare un punto fermo, soprattutto in un assetto a quattro difensori, modulo che appare sempre più naturale per il futuro della Nazionale. Il 3-5-2 utilizzato recentemente è sembrato più una risposta all’emergenza che una vera identità tattica.

Il calcio europeo va ormai in un’altra direzione e l’Italia ha gli uomini per adeguarsi. Calafiori, ad esempio, rende al meglio da terzino sinistro come dimostra il suo rendimento con l’Arsenal. In questo scenario, chi rischierebbe di sacrificarsi maggiormente è Dimarco, anche se la sua qualità offensiva resterebbe comunque un valore.

Il percorso verso il Mondiale 2030 passerà inevitabilmente anche dalla Nations League del 2027, che rappresenterà un banco di prova ideale per testare i giovani più pronti al salto definitivo.

Tra i profili da monitorare con attenzione c’è anche Alessandro Buongiorno, mentre Matteo Gabbia sembra il candidato più credibile per occupare stabilmente la posizione di centrale. 

Il nodo più complesso resta il regista. Locatelli e Cristante garantiscono affidabilità, ma manca ancora un vero direttore d’orchestra capace di alzare il livello tecnico della manovra, il tipo di profilo che in passato incarnava Andrea Pirlo.

Qualche segnale arriva da Fagioli, protagonista di una buona crescita alla Fiorentina, e da Ricci, che però sembra più adatto a interpretare il ruolo di mezzala.

Gattuso, nelle ultime convocazioni, aveva già aperto ai giovani chiamando Palestra, Pio Esposito, Pisilli e Scalvini. A questo gruppo potrebbero presto aggiungersi Ruggeri, Baldanzi, Vergara, oltre ai talenti dell’Under 21 come Bartesaghi, Koleosho e Ndour.

Tra tutti, però, l’osservato speciale resta Ahanor, nome che può diventare centrale nel futuro di una difesa azzurra alla ricerca di nuove certezze.


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