Castan: "Alla Roma non manca nulla, devono solo isolarsi e non ascoltare quello che si dice fuori da Trigoria"
L'ex difensore di Roma e Cagliari, Leandro Castan, ha rilasciato un'intervista al Corriere dello Sport. Le considerazioni del brasiliano che sta muovendo i primi passi da allenatore: "Ho iniziato a San Paolo al Real Soccer, vicino casa. Alleno l’Under 20, penso sia corretto partire dai ragazzi. A chi mi ispiro? Tite e Rudi Garcia, soprattutto per l’approccio umano. E anche un po’ a De Rossi: Daniele è un amico, ha iniziato da poco, ma è un punto di riferimento per quello che sta facendo.. Il mio modulo preferito? Il 4-3-3 ma non alla Zeman (ride, ndr). Un po’ più equilibrato. Però posso dire una cosa? Quanto mi sarei divertito con Gasperini e la sua difesa a 3 uno contro uno. Forse avrei preso qualche cartellino giallo, oggi non ci posso pensare perché non riesco a correre così. Ma lui mi piace da pazzi e per un difensore come me sarebbe stato bellissimo".
Sui giallorossi: "Cosa manca alla Roma? Niente, hanno tutto. Devono solo isolarsi. Non ascoltare quello che viene detto fuori Trigoria e non lasciar uscire le cose che succedono nel centro sportivo. La pressione poi dai... Parliamoci chiaro: Roma è magnifica, se non la reggi devi andare in terza categoria. In ogni caso, ora hanno tanti giocatori bravi, a partire da Svilar e poi Wesley"
Sulla malattia che ha condizionato la sua carriera: "Nel 2014 cambiò tutto? Sì, ero al top della mia carriera. Faccio l’allenatore anche per questo: il tumore mi ha tolto delle cose, vorrei riprendermele in panchina. Ho perso tutto in un attimo, credo di poter insegnare ai ragazzi che si è prima uomini e poi calciatori». Alla fine ho fatto pace con quel 2016? Sì. Ero davvero arrabbiato, anche con me stesso perché avevo avuto un problema più forte di me e volevo dare la colpa a qualcuno. Me ne sono fatto una ragione. Però, visto che non so perdere, aspetto la mia rivincita"