Azzurri ai Mondiali, i bookie aprono uno spiraglio: quanto vale il sogno ripescaggio
La corsa dell’Italia verso il Mondiale non si è chiusa soltanto sul terreno di gioco. Adesso l’ultima possibilità si sposta lontano dal campo, tra norme FIFA, scenari internazionali e interpretazioni regolamentari.
Con il rischio concreto di vivere una terza estate consecutiva senza azzurri alla Coppa del Mondo, tra tifosi e operatori del settore continua a resistere una speranza estrema: quella di un possibile ripescaggio. Si tratta di una prospettiva complicata, resa ancora più fragile dalle recenti dichiarazioni di Gianni Infantino, che ha confermato la presenza dell’Nazionale dell'Iran negli Stati Uniti. Eppure lo scenario non è ancora del tutto chiuso.
A confermarlo è anche il mondo delle scommesse: secondo quanto rilanciato da Agipronews, i principali bookmaker come Better e Betflag quotano a 50,00 l’ipotesi di vedere l’Italia riammessa alla fase finale, un’eventualità che riporterebbe gli azzurri al Mondiale a dodici anni dall’ultima partecipazione.
Il nodo centrale è legato all’evoluzione del quadro geopolitico, che potrebbe cambiare improvvisamente e rimettere tutto in discussione. Il riferimento normativo è l’articolo 6, comma 7, del regolamento della FIFA World Cup 2026, che attribuisce alla FIFA piena libertà decisionale nel caso in cui una federazione qualificata dovesse ritirarsi o venire esclusa.
Il passaggio è netto: in una situazione del genere non scatterebbe alcun automatismo, ma sarebbe la FIFA a decidere in autonomia come intervenire e se sostituire la squadra uscente con un’altra nazionale.
Ed è proprio qui che si inserisce l’ipotesi Italia. La squadra oggi guidata da Gattuso resta infatti la migliore nel ranking FIFA tra le escluse, occupando la dodicesima posizione mondiale, elemento che potrebbe renderla il profilo più forte in caso di decisione discrezionale.
La sensazione, al momento, è quella di una possibilità lontana, quasi un’illusione alimentata più dal desiderio che dalla concretezza. Ma nel calcio, soprattutto quando si parla di Nazionale, il confine tra utopia e colpo di scena resta sempre sottile.
Per un Paese che continua a vivere il pallone come parte della propria identità, il sipario non sembra ancora definitivamente calato. E forse proprio quando il sogno sembrava svanito, potrebbe riaprirsi uno spiraglio inatteso.