Anche il Cagliari appoggia l'ex numero 1 del Coni. La Repubblica: "Malagò candidato della A: 14 club hanno già firmato"
Secondo l'edizione odierna de La Repubblica, la giornata di oggi può segnare una svolta nella corsa alla presidenza della FIGC. La Lega Serie A si prepara infatti a formalizzare il sostegno alla candidatura di Giovanni Malagò, indicandolo come proprio nome per le elezioni federali del prossimo 22 giugno.
Il passaggio decisivo dovrebbe arrivare durante l’assemblea fissata per le 11.30, inizialmente convocata per discutere le priorità da sottoporre al futuro presidente federale, ma destinata ora a trasformarsi in un appuntamento politico di ben altro peso.
La base numerica per la candidatura è già stata raggiunta: sono 14 le società che hanno firmato la lettera di impegno sui moduli federali, oltre la soglia minima richiesta di 11 adesioni. Tra queste c'è anche il Cagliari. A muovere il fronte pro-Malagò è stato soprattutto il presidente dell’Inter, Giuseppe Marotta, che ha raccolto le firme e presenterà ufficialmente la richiesta di sostegno. Il presidente della Lega Serie A Ezio Simonelli prenderà quindi atto della documentazione.
Fino a irti risultavano ancora fuori dal gruppo delle firmatarie Lazio, Hellas Verona, Sassuolo, Torino, Pisa e Parma, ma non si esclude che nelle prossime ore possano aggiungersi nuove adesioni, portando il totale a 15 o 16 club. Del resto, questo primo passaggio non obbliga al voto finale: ogni società di Serie A in assemblea pesa lo 0,9%.
L’ingresso in scena di Malagò potrebbe produrre subito una risposta politica. Giancarlo Abete, presidente della Lega Nazionale Dilettanti, ha già avvisato il proprio direttivo che la giornata di domani potrebbe essere quella giusta per ufficializzare la sua candidatura.
Tra Malagò e Abete il confronto ha radici lontane. I rapporti tra i due sono tesi dal 2013, anno in cui si affrontarono indirettamente nella corsa alla guida del CONI. Da allora si sono susseguite contrapposizioni, divergenze strategiche e scontri politici culminati nel 2018, quando Abete contribuì alla coalizione che sostenne Gabriele Gravina contro il commissariamento federale voluto da Malagò.
Chi difficilmente sosterrà l’ex numero uno del CONI è Claudio Lotito, da sempre distante dalle sue posizioni e vicino all’attuale linea governativa contraria a Malagò, sostenuta con fermezza dal ministro Andrea Abodi.
Sul piano dei numeri, Abete parte teoricamente dal blocco della LND, che vale il 34% dei voti, ma il suo consenso potrebbe ridursi di un ulteriore 7-8%, considerando le possibili defezioni di aree importanti come Puglia, Umbria e Lombardia. Più saldo invece il sostegno atteso da Emilia-Romagna, Toscana e Lazio.
A risultare decisivi saranno però soprattutto i rappresentanti di calciatori e allenatori. Le due componenti valgono complessivamente il 30% dei voti, diviso tra 20% all’Associazione Italiana Calciatori e 10% all’Associazione Italiana Allenatori. Un eventuale allineamento di questi blocchi potrebbe orientare in modo decisivo l’elezione del prossimo presidente federale.
Tradizionalmente AIC e AIAC hanno condiviso molte posizioni con il mondo dilettantistico, ma i rapporti più complessi maturati negli ultimi anni con l’esecutivo potrebbero cambiare gli equilibri e incidere più delle consuetudini storiche.