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Zé Pedro: "Cagliari occasione irripetibile. Porto casa mia, ma a 28 anni dovevo fare una scelta"

di Vittorio Arba

Zé Pedro, difensore centrale del Cagliari, ha rilasciato un’intervista all'emittente portoghese Sport TV nella quale ha parlato della sua esperienza al Porto attualmente guidato da Francesco Farioli, dell’esperienza con i “dragões”, dell’addio al Portogallo e della scomparsa di Jorge Costa. Di seguito le sue parole, riportate da O Jogo e tradotte da TuttoCagliari.net.

Sull'arrivo di Farioli al Porto: "È stato impattante: ha portato una ventata d’aria fresca e un’energia molto importante. Sono stato con lui circa un mese ed è bastato per capire che questa sarebbe stata una stagione molto positiva, e spero che continui così. Per fortuna, quest’anno le cose stanno andando in modo diverso e, da tifoso e amante del FC Porto, sono estremamente felice che le cose tornino a girare dalla nostra parte, che le vittorie arrivino praticamente ogni settimana, perché anche io le vivo con grande trasporto e cerco di non perdere un minuto di ogni partita. Sono davvero felice che il club stia attraversando un momento migliore".

La lotta per il campionato portoghese: "Se il calendario me lo permetterà, andrò agli Aliados. Il Porto è il principale candidato, per il percorso, per la stabilità che ha mostrato e per il vantaggio in classifica. Quattro punti sono un margine considerevole, che si può considerare confortevole, ma qualsiasi momento di distrazione può complicare molto le cose. Sono certo che ne siano consapevoli e che lavoreranno al massimo, perché non vogliono sprecare tutto il lavoro fatto fin qui, in cui sono stati una squadra dominante".

Addio al Porto senza vincere il campionato: "Da piccolo ero ‘malato’ di Porto. In ogni conversazione con amici e famiglia, sul calcio, dicevo che sarebbe stato un sogno rappresentare il Porto, giocare allo Estádio do Dragão e vincere trofei. Anche se mi è rimasto un piccolo rammarico perché non sono riuscito a conquistare il titolo nazionale con il Porto, se ne vincerò tanti da tifoso sarò comunque una persona realizzata e felice".

Trasferimento al Cagliari: "Per quanto mi sentissi a casa - e il Porto per me era una casa - noi calciatori sentiamo il bisogno di essere una parte importante e, con tutti gli acquisti che sono stati fatti, ho capito che quest’anno al Porto sarebbe stato difficile trovare spazio. Nulla dura per sempre. Ho riflettuto molto, ma sentivo che poteva essere un ciclo in chiusura. A 28 anni, se fossi rimasto al Porto con giocando minuti, le cose sarebbero potute andare diversamente e l’opportunità che ho avuto in questo mercato potrebbe non ripresentarsi. Ho preso la decisione giusta per proseguire la mia carriera".

L’ipotesi di tornare al Porto in futuro: "Un ritorno al Porto sarà sempre preso in considerazione, in qualsiasi momento e in qualunque giorno. Un ritorno al Porto sarebbe un ulteriore motivo di orgoglio, non solo per la mia carriera ma anche come persona: tutti sanno quanto io ami il Porto, quindi la porta sarà sempre aperta e il Porto avrà sempre il massimo da parte mia".

La scomparsa di Jorge Costa: "Mi vengono i brividi, perché è un momento che segna tutti noi che l’abbiamo vissuto. Jorge era qualcuno che condivideva la quotidianità con noi; è stato uno che ha sofferto molto come noi l’anno precedente, perché lui, come noi, voleva che il FC Porto vincesse, voleva che tornasse dominante, ed è stato tragico perderlo in quel modo. Jorge svolgeva un lavoro invisibile, non voleva attirare l’attenzione su di sé: trasmetteva il messaggio del FC Porto a chi arrivava, parlava dell’esigenza del club. È stato qualcuno che ha sofferto tanto e che meritava di raccogliere questi frutti e questa felicità che oggi accompagna il FC Porto".

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