Virgilio Perra torna su Cagliari-Como: “Il pareggio era più giusto, la differenza l’ha fatta la prodezza di Da Cunha”
Intervenuto nel corso della trasmissione "Rossoblù 100", condotta da Bruno Corda, Virgilio Perra ha commentato il ko del Cagliari per 2-1 contro il Como. Le parole dell'ex tecnico - tra le altre - di Selargius, Nuorese e Atletico Calcio, sintetizzate da TuttoCagliari.net: La settimana scorsa abbiamo festeggiato un eurogol di Folorunsho, oggi il Como festeggia un eurogol di Da Cunha. La differenza è stata la prodezza. Il Como non ha creato granché, sinceramente. Il pareggio era sicuramente più giusto. Nel secondo tempo abbiamo creato delle palle importanti, anche due che vorrei rivedere meglio (una col VAR su Palestra, che ha perso la scarpa). E anche la punizione su Esposito c’era. La fase offensiva del Cagliari è condizionata da Palestra, da qualche giocata estemporanea. Sul gol Palestra ha fatto 40 metri di scatto, ha cominciato l’azione, si è proposto. Secondo me il 50% dei gol del Cagliari porta lo zampino di Palestra. Il Cagliari difende meglio da quando ha messo Zappa a fare il terzino che non spinge, che difende e basta. In fase offensiva siamo legati alle giocate dei singoli, perché il gioco si vede poco. A parte oggi, in generale ci affidiamo a due-tre giocatori veramente bravi. Sulla formazione: sono d’accordo con chi dice che era sbagliato partire senza attaccanti di ruolo e inventando un giocatore fermo da due mesi solo perché aveva fatto un eurogol la settimana scorsa. Io avrei fatto giocare Kilicsoy accanto a un altro attaccante. Per me Kilicsoy doveva continuare. Ho fatto la campagna per Trepy: quando è entrato, in quel quarto d’ora, ha toccato molti più palloni di Folorunsho, ha fatto giocate importanti. È un ragazzo che merita di fare qualcosa di più dei 10 minuti finali. Mi sembra che ci sia un giochino per deprezzare Kilicsoy per trattare meglio i 12 milioni del riscatto. Spesso il primo a uscire è lui. Pisacane è molto aziendalista in questo senso. Da quando c’è Zappa a destra subiamo molto meno. Prima soffrivamo tantissimo su Dossena. Io preferisco difensori che attaccano l’uomo, che fanno l’uno contro uno, che non si fanno saltare. Dossena è 11 mesi che non gioca, è lento già di natura. L’abbiamo preso gratis, ma per sostenere Luperto serviva qualcosa in più, un giocatore veloce che noi non abbiamo dietro. Con Mina e Dossena di questo tipo sei costretto a difendere basso perché a campo aperto soffrono".
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