Tesser: "Cagliari rientrato nella lotta salvezza, non bisogna dare nulla per scontato. Palestra già pronto per la Nazionale"
Attilio Tesser, ex allenatore del Cagliari, ha parlato della lotta salvezza ai microfoni di Radio Sportiva. Di seguito le sue parole, sintetizzate da TuttoCagliari.net.
Mister, per mettere un po’ d’ordine sulla lotta salvezza dopo gli ultimi risultati: fino a dove si allarga oggi la corsa per non retrocedere? Dalla quattordicesima alla terz’ultima ci sono cinque squadre in sei punti.
"Sì, concordo con quello che avete detto. Penso che quello sia il limite entro cui si giocherà la salvezza. Diventa più difficile per l’Hellas dopo gli ultimi risultati, mentre il Lecce ha saputo tirarsi fuori. Forse è rientrato dentro il Cagliari, che veniva da due vittorie importanti contro squadre come Juventus e Fiorentina. Questo dimostra che non bisogna dare nulla per scontato: ogni partita sarà difficile. Però è chiaro che la lotta riguarda principalmente quelle squadre".
Si dice spesso che alcune squadre siano più abituate di altre a lottare per la salvezza. Quanto conta davvero questo fattore mentale? Può essere una discriminante per club come Fiorentina o Torino, meno abituati a stare in quella zona di classifica?
"L’abitudine è un fattore mentale importante. Tuttavia, la qualità della rosa alla fine incide più dell’attitudine. Pensiamo alle squadre che retrocedono dalla Serie A alla B o dalla B alla C: spesso fanno fatica a collocarsi nella nuova categoria. Chi è abituato a soffrire partita dopo partita sa farlo meglio, lo affronta con maggiore serenità, anche ambientale. Però la qualità di squadre come Fiorentina e Torino è superiore: questo da solo non basta, serve anche lo spirito e la consapevolezza di dover lottare fino in fondo".
Molte squadre coinvolte hanno già cambiato allenatore: Fiorentina, Genoa, Verona, Pisa. E lunedì ci sarà lo scontro diretto Pisa-Fiorentina. Che idea si è fatto del Torino? Si è inceppato qualcosa?
"È una squadra strana. Capace di fare risultati e prestazioni molto positive, poi però perde l’attimo. Io abito a Udine e anche l’Udinese, pur con una classifica migliore, alterna grandi partite a cadute improvvise. Si parla sempre di blocco mentale o calo di tensione. Fiorentina e Torino non possono più permetterselo in questa fase della stagione. Il potenziale, però, è da centro classifica tranquillo".
Un altro tema: in Atalanta-Dortmund abbiamo visto un classe 2008, Luca Reggiani, lanciato in Champions League. In Italia c’è troppa paura di rischiare con i giovani?
Tesser:
Ce ne sono anche altri dell’Atalanta: a Cagliari, Palestra sta facendo molto bene. Bartesaghi l’anno scorso era in una squadra retrocessa con il Milan Under 23, ma giocava lui come Camarda. La differenza la fa la qualità del ragazzo. I giocatori bravi giocano. Quelli un po’ meno pronti possono aspettare. Non è questione di crederci o meno: è la qualità che deve emergere. Quando vanno dentro e dimostrano, allora si confermano.
Questo dà una prospettiva positiva al calcio italiano e alla Nazionale. Spero in un futuro migliore rispetto agli ultimi anni".
Vale anche per partite da dentro o fuori, come eventuali spareggi mondiali? Giocatori come Palestra o Bartesaghi possono essere utilizzati anche in sfide a margine d’errore minimo?
"Secondo me sì. Chi gioca nel Milan o a San Siro è già abituato a contesti importanti.
Devono esserci sempre 3-4 fari, giocatori di grande personalità e qualità che guidano la squadra. Accanto a loro, questi ragazzi portano freschezza fisica e mentale. È un mix fondamentale tra esperienza e gioventù. Se giocano a quei livelli e fanno bene, significa che sono già pronti".