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Roberto Canestrari: "Cagliari, contro il Sassuolo riparti dal tuo spirito battagliero e identitario. Le motivazioni faranno poi la differenza: i neroverdi hanno già raggiunto il loro obiettivo stagionale"

di Matteo Bordiga

L’ex difensore del Cagliari Roberto Canestrari, intervistato da Tuttocagliari.net, indica la strada da percorrere per uscire dal circolo vizioso in cui si è infilata la compagine allenata da Fabio Pisacane. Secondo Canestrari i sardi devono innanzitutto ritrovare il loro spirito e la loro coesione di squadra: presupposto imprescindibile per compensare il gap tecnico che li divide da parecchie delle formazioni di serie A.

Roberto, i numeri dell’ultimo mese e mezzo di campionato sono impietosi per i rossoblù cagliaritani: cinque sconfitte e appena due pareggi in sette partite. La parola “crisi” non appare affatto fuori luogo.

“Ma non è sicuramente un problema di spirito o di scarsa combattività. Io credo che in Italia non esista un ambiente più motivante di quello cagliaritano: in Sardegna si respira un grande senso di appartenenza. Lo so bene perché l’ho vissuto sulla mia pelle. Perciò sono sicurissimo che i giocatori settimanalmente diano il cento per cento. Tuttavia purtroppo non basta lo spirito identitario: se non fai gol non vinci le partite. E il gol devi averlo nel DNA: non è un qualcosa che si allena. Io vedo che oggigiorno in serie A le squadre - comprese quelle di bassa classifica - sono tutte attrezzate e giocano bene. Non a caso non saprei sinceramente indicare una squadra materasso.

Vorrei tanto che il Cagliari riuscisse a venire fuori brillantemente da questo periodo difficile. Nei mesi precedenti i rossoblù esprimevano un ottimo calcio, rischiavano la giocata e, forti anche della loro giovane età media, scendevano in campo spensierati e sbarazzini. Ora, dopo tutte queste sconfitte consecutive, la situazione è critica, ma in qualche modo io l’avevo previsto: non credevo certo che il Cagliari avrebbe fatto un campionato del tutto privo di patemi d’animo dall’inizio alla fine. Di certo in questo momento serve ritrovare compattezza e unità di intenti tra pubblico, società e gruppo squadra.”

La prossima tappa, dopo la sosta, sarà la trasferta di Reggio Emilia. Come si affronta questo Sassuolo pimpante e aggressivo che ha appena imposto il pari in casa della Juventus?

“Il Sassuolo sta giocando molto bene: ultimamente l’ho seguito parecchio e mi ha davvero ben impressionato. Però gli emiliani potrebbero non avere gli stessi stimoli e la stessa ‘fame’ del Cagliari: gravitano a metà classifica e, di fatto, hanno già raggiunto il loro principale obiettivo stagionale. Per cui contro il Cagliari, magari a livello inconscio, potrebbero anche ‘lasciare’ qualcosa. Quanto ai rossoblù di Pisacane, proprio con lo spirito battagliero e indomito del quale parlavamo prima potrebbero compensare il gap tecnico-tattico che in questo momento li separa dai neroverdi. Del resto le motivazioni nello sport rivestono da sempre un ruolo fondamentale.”


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