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Pisacane alla Gazzetta: "Le tempeste della vita mi hanno reso più forte. Il Cagliari ha equilibrio. Con la Fiorentina serve gara impeccabile. Palestra ha potenzialità inespresse"

di Redazione TuttoCagliari

Fabio Pisacane, tecnico del Cagliari, è stato intervistato dalla Gazzetta dello Sport. Le sue considerazioni: "Il presidente Giulini crede fermamente in me? Ha creduto in un percorso e non in una scelta improvvisata. Sento un grande senso di responsabilità e di riconoscenza e vorrei restituire questa fiducia con il lavoro e i comportamenti. A che punto è il percorso? Siamo in linea con gli obiettivi, il lavoro quotidiano sta andando nella direzione giusta. Abbiamo avuto una serie di fatalità, non mi piace parlare di infortuni: la nostra forza è proprio quella di non deprimerci e di non esaltarci". 

Sulle vittorie con Roma e Juve: "Da tecnico esordiente ho battuto Gasperini e Spalletti? Con la Roma è stata di gioco e aggressione, con la Juve è stata diversa. Battere due maestri che hanno sempre dato un’identità forte alle loro squadre non mi fa sentire arrivato, ma mi aiuta a dire che il lavoro quotidiano sta andando nella direzione giusta. Qual è la parte più complicata? Non solo gli aspetti tecnico-tattici, come si potrebbe pensare. Non c’è solo il calciatore, ma la persona. Ci sono dinamiche complesse, fuori e dentro al campo. La bravura è anche gestire questa complessità. Se non sei lucido puoi fare dei pasticci".

Sull'estetica nel calcio: "Io più risultatista o giochista? Mi piace stare nel mezzo: se fossi risultatista, tradirei il gioco; se fossi giochista, tradirei la squadra, allenerei me stesso. È difficile vincere partite come quelle contro la Juve: ci sono ordine, spirito e sacrificio, ma poco contenuto qualitativo. Però una squadra come la nostra può raggiungere l’impossibile".

Sul gioco del Cagliari: "S’è visto spesso un Cagliari diverso? Prediligo un calcio posizionale che abbraccia il relazionale: le due cose possono coesistere. E dobbiamo portare a casa punti, non complimenti. Il Cagliari sembra equilibrato, come me? Restare equilibrati ci permette di avere la possibilità di salvarci. Nella mia vita ho attraversato spesso le tempeste".

Sulle tempeste che ha affrontato e superato: "Da dove mi arriva la forza dopo le frenate subite nella mia vita? Da quando a 13 anni mi diagnosticarono la sindrome di Guillain-Barré. Mi ritrovai bloccato in un letto. Sono forte perché la vita mi ha obbligato a diventarlo, non perché l’ho scelto. Una malattia, se non ti uccide, arriva per completarti. Mi ha dato la spinta per togliermi in parte le debolezze e la paura. Credo anche che ci sarà qualcosa dopo la vita terrena. I miei riferimenti? Mio padreAndrea,mi ha visto piangere tante volte. Èlui che dormiva accanto ame in Rianimazione da ragazzino. È il mio porto sicuro".

Sulla gara con la Fiorentina: "A Firenze qual è l’errore da non commettere? Perdere l’attenzione. Dobbiamo fare una gara impeccabile".

Su Palestra: "Ha potenzialità ancora inespresse. Ha fatto tanto di istinto, se alza la qualità, diventerà incredibile"


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