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Nicola Riva: "Papà vive. E quel rispetto con Boniperti..."

di Redazione TuttoCagliari

Alla vigilia di Cagliari-Juventus, Nicola Riva ha parlato di papà Gigi, passato alla storia anche per il suo "no" alla Vecchia Signora. Le sue parole rilasciate a Tuttosport:

Su Cagliari-Juve: "La Juve, anche ai suoi tempi, era la squadra più amata d’Italia. La squadra del potere, della bellezza, delle vittorie. Il Cagliari era una piccola che ad un certo punto è riuscita a tenere testa alla Juve. Nel 1970, proprio contro i bianconeri, il Cagliari capì di poter vincere lo scudetto. Mio padre mi raccontava tutto dei tifosi, che in occasione di quella partita fecero una corsa matta per comprare le radioline: nessuno voleva perdersi lo spettacolo".

Sul "no" ai bianconeri: "Agnelli e Boniperti li stimava molto. Ma disse sempre no. Mi ha stupito, però, una cosa. Che cosa? La telefonata di mio padre a Boniperti per gli 80 anni. Mio padre non chiamava mai nessuno. E dico nessuno. Ma fece questo gesto in segno di stima e ammirazione nei suoi confronti. Agnelli e Boniperti, in fondo, capirono la sua scelta di vita".

Sul vuoto lasciato da suo padre: "Quanto fa ancora male questo vuoto nella mia vita? È difficile da spiegare. Di tanto in tanto lo sento vivo quando gli intitolano una piazza, oppure quando gli dedicano un murale. Poi apro Facebook o Instagram e spesso trovo una foto inedita, un ricordo che mi aiuta, mi dà risposte. C’è sempre un anniversario di qualcosa: l’11 gennaio, per esempio, sono stati celebrati i 50 anni dal suo ultimo gol in Serie A contro il Como. I sardi lo venerano. Quando sono da solo, invece, fatico ancora a metabolizzare il fatto che non ci sia più. Cosa mi manca di più? A volte mi piacerebbe anche soltanto chiedergli un consiglio, capire se la strada che ho preso sia quella giusta. Da mio padre ho imparato molto anche dai silenzi, dalle sue pochissime parole. Non è mai stato uno da grandi discorsi. Lui mi chiedeva sempre e solo di seguire il cuore e la coscienza, ma a volte, ancora adesso, sento il bisogno di ricevere la sua approvazione".


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