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Nicola Legrottaglie: "Cagliari-Juventus avrà un canovaccio tattico già scritto: i bianconeri faranno la partita e i rossoblù dovranno essere bravissimi a capitalizzare le poche occasioni da gol che Bremer e compagni gli concederanno"

di Matteo Bordiga

Ha guidato a lungo la retroguardia della Juventus, rappresentando per i bianconeri un vero e proprio pilastro difensivo. E poi nel 2017, da allenatore, si è seduto sulla panchina del Cagliari in qualità di vice di Massimo Rastelli, aiutando i rossoblù a vivere un girone di ritorno tranquillo e coronato da una salvezza conquistata in panciolle.

Nicola Legrottaglie, doppio ex di Cagliari-Juve, ai microfoni di Tuttocagliari.net presenta la sfida di sabato sera all’Unipol Domus: un banco di prova estremamente impegnativo per Caprile e compagni, chiamati a una prestazione superlativa per strappare punti ai lanciatissimi bianconeri di Luciano Spalletti.

Nicola, il Cagliari affronterà la Juventus nel miglior momento stagionale dei bianconeri. Quale sarà il canovaccio tattico del match tra gli isolani e la Vecchia Signora?

“Come diceva lei la Juve sta vivendo un momento di forma straordinario: è attualmente la squadra più brillante della serie A. Tatticamente la partita sarà a senso unico: la Juve manterrà il controllo delle operazioni e il Cagliari dovrà essere molto abile a sfruttare quelle pochissime occasioni che i bianconeri concederanno. Penso ad esempio a un calcio piazzato o a una transizione in ripartenza. In questo momento Yildiz e compagni non ti permettono di fare altro: giocano sempre molto corti e stretti, e quando hanno la palla è difficile togliergliela. Insomma, sarà una partita difficilissima da interpretare per il Cagliari, anche se l’Unipol Domus, avendo un terreno di gioco così piccolo, spesso non consente agli avversari dei rossoblù di esprimersi al meglio. L’atmosfera che si creerà nello stadio cagliaritano potrebbe influenzare l’esito finale, ma il copione tattico della gara è già scritto.”

Come ha fatto Luciano Spalletti a trasformare la Juve incostante e confusionaria di un paio di mesi fa in una macchina da gol bella da vedere anche sotto il profilo estetico?

“Spalletti ha fatto ciò che oggigiorno fanno molti tecnici: ha raccolto la squadra in pochi metri, l’ha compattata. Ha ‘letto’ alla perfezione le caratteristiche della rosa bianconera ed è intervenuto in maniera chirurgica. Ora i calciatori juventini giocano più dentro al campo e, soprattutto, sono molto più vicini tra di loro. Dall’esterno sembra che corrano di più e che vadano più forte rispetto a prima, ma semplicemente corrono meglio proprio perché giocano decisamente più vicini l’uno all’altro.”


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