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Nando Orsi: "Contro il Como Pisacane ha sdoganato una formazione molto accorta perché gli mancava qualità a centrocampo. L'assenza di Gaetano è un grosso handicap. Per rendere i sardi più competitivi servono un difensore, un regista e una punta"

di Matteo Bordiga

L’ex portiere Nando Orsi, oggi commentatore tecnico per Sky Sport, ai microfoni di Tuttocagliari.net esprime un giudizio tutto sommato positivo riguardo l’ultima gara disputata dal Cagliari contro il Como e, più in generale, sulla stagione fin qui vissuta dall’undici di Fabio Pisacane.

Nando, il Cagliari contro il Como ha perso concedendo poco ai lariani, che a parte i due gol non hanno creato grandi grattacapi al portiere Caprile. Per converso, i rossoblù non hanno costruito granché dalla cintola in su, se non nell’arrembante finale di gara in cui si sono lanciati all’attacco a caccia del 2-2. Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto?

“Io partirei col ricordare che la partita il Cagliari l’aveva pure pareggiata, grazie al gol di Esposito. Poi è arrivata la prodezza individuale di Da Cunha, che ha fatto pendere l’ago della bilancia dalla parte dei lariani. Credo che Pisacane abbia concepito una formazione molto abbottonata e conservativa perché gli mancava qualità a centrocampo. In particolare l’assenza di Gianluca Gaetano era davvero pesante e penalizzante. Per questo motivo il mister, anziché schierare due punte, ha preferito optare per un assetto tattico che non desse punti di riferimento fissi alla difesa del Como. Si poteva fare di più? Forse sì, ma a bocce ferme si può dire qualsiasi cosa. Secondo me dal punto di vista strategico il tecnico napoletano l’aveva preparata anche bene. E poi diciamocelo francamente: cosa pretendiamo di più da questo Cagliari? La tranquilla salvezza auspicata a inizio stagione è quasi conseguita, lo staff tecnico ha valorizzato diversi giovani che erano semisconosciuti fino a qualche mese fa e in più questo organico, se potenziato con l’innesto di due o tre elementi di spessore, nel breve periodo può diventare veramente competitivo. E alzare il tiro dei propri obiettivi.”

Per fare questo piccolo-grande salto di qualità in quali reparti, a suo parere, c’è maggior bisogno di rinforzi dal mercato?

“L’ossatura di base della squadra deve essere irrobustita. Quindi prenderei prima di tutto un altro difensore che sia veloce, rapido e, possibilmente, accompagnato da un curriculum solido e affidabile. Poi serve un centrocampista da piazzare davanti alla difesa: un play qualitativo in grado di accrescere il tasso tecnico del collettivo e di dare le giuste geometrie in campo. I profili di riferimento, con le dovute proporzioni, sono quelli di un Calhanoglu o di uno Zielinski. Infine ritoccherei il reparto avanzato con un attaccante da 10-15 gol potenziali. Kiliçsoy è bravo, ma se gli affianchi una punta esperta, prolifica e abile a duettare con lui può spiccare definitivamente il volo.”


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