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Murelli a Radiolina: "Non ci ho pensato due volte a venire a Cagliari quando Pisacane mi ha chiamato"

di Maria Laura Scifo

Il vice allenatore del Cagliari, Giacomo Murelli, quest'oggi è ospite della trasmissione di Radiolina "Il Cagliari in diretta" per fare il punto della situazione in casa dei rossoblù.

Come è capitata l'occasione con il Cagliari? Per 23 anni sono stato vice allenatore, quando Pioli è andato in Arabia Saudita io non l'ho seguito per vari motivi. Fabio mi ha contattato e lo conoscevo già da tempo, perché lo avevo avuto come giocatore al Chievo. Si era instaurato un rapporto di stima reciproca e non ci ho pensato due volte e ho accettato. Sono contento di aver accettato, perchè sto vivendo un'esperienza importante e gratificante. E' stata una novità perché per 23 anni la mia strada è stata la stessa di un'altra persona. E' stato un cambiamento, ma mi ha stimolato a cercare di fare meglio e imparare.

Rapporto con Pisacane. C'è un rapporto di collaborazione, con Fabio c'è molta empatia e solidarietà. Il rapporto è stretto e penso che sia una bella cosa.

Quando Pioli è andato a Firenze c'era la possibilità che lo seguissi? Quando Pioli è tornato, io avevo già trovato l'accordo qui e non ci potevano essere cose diverse. Quando si dice una cosa si fa, a casa mia è così e sono contentissimo di aver intrapreso questa avventura. Cammin facendo si imparano delle cose, sapevo che gli obiettivi erano diversi da quelli che avevo avuto negli anni passati, ma il calcio è sempre quello. C'è sempre un avversario davanti, c'è sempre da preparare una partita e da ottenere dei risultati e questo è il bello del lavoro.

Ancora sul rapporto con Pisacane. Pisacane è un allenatore giovane, che ha molto entusiasmo e voglia di fare. E' navigato e secondo me è pronto per ogni situazione, è nato pronto. Il mio obiettivo è quello di stargli accanto, cercando di fare meno errori possibile.

Aspetti in comune con Pisacane. Una cosa che ci accomuna era il  ruolo in campo, anche le caratteristiche. Eravamo rapidi e veloci e cercavamo di impedire all'avversario di fare le proprie giocate. Ad Avellino avevo questa nome, di anti-Maradona, perché per cinque incontro l'ho marcato ed era andata anche piuttosto bene nei primi 4. Nell'ultimo si sono evidenziate non dico le mie lacune, ma la sua bravura.

Quanto è importante il ruolo del vice? Diciamo che in questa situazione il mio ruolo è sempre quello, ma c'è un allenatore che è un ragazzo giovane che ha un rapporto privilegiato con i giocatori. Questo rapporto lo sta instaurando in modo diretto con la squadra e per i primi anni ne deve trarre giovamento. Poi dopo il vice allenatore può instaurare un rapporto più privilegiato con i giocatori, perché magari il giocatore si può sfogare in modo più diretto con me, ma fa parte del gioco. Se riesci ad entrare nella simpatia e nelle grazie dei giocatori, queste situazioni si vengono a creare.

Quando Fabio ti abbraccia, cosa ti dice? Non si può dire, si parla sempre di situazioni tecniche-tattiche. Se poi la partita è andata bene, si va a cena molto volentieri (ride ndr)

Un ricordo di Astori? Ieri ho postato una foto di Davide di quando eravamo insieme a Firenze. Il 4 marzo è il ricordo di questo giorno e con tutto il gruppo squadra ci sentiamo, anche con un semplice cuore. Davide era una grande persona e un giocatore fortissimo. Di quel giorno mi ricordo tutto quello che è successo e non mi va via dalla mente. A Udine ci sono ritornato con altre squadre, ma non siamo mai andati in quell'hotel. Quest'anno con il Cagliari siamo andati nello stesso hotel e non ero tranquillissimo. Mi sono venuti in mente tutti i ricordi. Lo voglio ricordare in modo positivo, era una persona splendida, leale e disponibile con tutti e lo voglio ricordare così.

Ci sono similitudini tra Pisacane e Pioli? Vedo delle analogie perché anche Stefano all'epoca era molto preparato e già pronto per un salto. Lui aveva iniziato in Serie B con la Salernitana. Dall'anno successivo ho iniziato io che eravamo a Modena. Negli anni ci siamo migliorati. Il nostro primo anno nel Parma in Serie A non eravamo ancora prontissimi per allenare in Serie A. E' stata una cosa graduale nel tempo che ti ha portato ad essere quello che sei. Fabio secondo me è già un po' più avanti. Il fatto stesso di iniziare in Serie A, lo porta ad essere ad un livello leggermente superiore.

Palestra? Ormai è sulla bocca di tutti. Noi sapevamo delle sue qualità, il direttore sportivo è stato proprio promotore di questo arrivo e credeva parecchio in lui. Nei momenti in cui si è presentato, le sue qualità erano talmente lampanti che era non dico ovvio, ma si presumeva subito che avrebbe fatto qualcosa di importante. Il problema dei ragazzi di grandi qualità è quello di dimostrarlo con continuità e la sua bravura è stata questa. Lavorarci continuamente lo porterà a fare una carriera radiosa. Lui è uno che crede molto nelle proprie qualità, è cosciente di avere queste caratteristiche. E' normale che attraverso il lavoro si consolida la tua situazione. Lui è un ragazzo serio ed è sempre rimasto con i piedi per terra. Lui nel quotidiano vuole migliorarsi sempre e questa è la sua qualità migliore.

Un giocatore di cui sei orgoglioso per la crescita? Nel Milan abbiamo avuto Bartesaghi che sta facendo un bel percorso. Un giocatore che è diventato poi un top player è stato Tonali. L'impatto con una squadra più blasonata rispetto al Brescia lo ha patito. Il suo primo anno di Milan è stato un anno di apprendistato, non era ancora pronto per il salto di qualità. Lavorando è sempre migliorato.

Passaggio di Ibrahimovic da giocatore a dirigente, come è stato? Si parla di un'icona del calcio, un personaggio conosciuto in tutto il mondo. Lui è arrivato al punto che doveva fare una scelta. Lui ci è arrivato bene alla fine ed è passato dall'altra parte. Ora è nella fase dell'apprendimento.

Sul Como? E' una partita tosta, in questo momento penso che il Como sia una delle squadre più temibili in assoluto. Sta vivendo un momento d'oro e mette in difficoltà chiunque. Noi cercheremo di mettere in atto le nostre strategie per cercare di fermarli. Fabregas è molto preparato, ha grandi idee ed è supportato da una società importante. Sono ragazzi giovani ma con esperienze e qualitativamente parlando molto bravi. Noi li rispettiamo, ma vorremmo fargli uno scherzetto.

Mina? Yerry fa parte del gruppo, è un giocatore importante e speriamo che, qualora dovesse giocare, possa ripetere la prestazione dell'andata.

Chi ti ha sorpreso della rosa? Tutti, abbiamo dei ragazzi giovani che si stanno mettendo in evidenza, lo stesso Idrissi. Una sorpresa è Liteta, perché lo abbiamo fatto esordire, ha giocato anche nell'ultima partita. Sicuramente sarà utile con il Como. Sono tutti ragazzi che ti danno grande soddisfazione. Ormai non mi sorprendono più. Trepy, la sorpresa è stato l'esordio con il gol fantastico a Cremona. Sono ragazzi che ormai sono pronti. Far giocare Trepy o altri giocatori giovani è un'opportunità, è un valore aggiunto e siamo fieri di poterli lanciare.


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