Mirko Cudini: "Arrivai a Cagliari nel 2001 e vissi due annate complicate, segnate dalla rincorsa-salvezza in serie B con Sonetti e da un campionato agrodolce sotto la guida di Ventura. Ma costruimmo le basi per il grande Cagliari di Zola..."
Militò a Cagliari in anni difficili, interlocutori e per lo più altalenanti. Guidava il reparto difensivo rossoblù e, tra il 2001 e il 2003, collezionò complessivamente 58 presenze.
Mirko Cudini da Sant’Elpidio a Mare, oggi esperto allenatore, serba “buoni ricordi” della sua avventura cagliaritana, vissuta sotto la guida di Antonio Sala, Nedo Sonetti e Gian Piero Ventura.
Mirko, lei visse il Cagliari pre-Zola, che costruì le basi per la brillante promozione in serie A del 2004.
“E infatti custodisco buoni ricordi di quel periodo. Buoni e non ottimi perché, ad essere sincero, dal punto di vista sportivo non ottenemmo grandissimi risultati. Sotto il profilo personale, invece, in Sardegna mi trovai molto bene. Vissi due annate particolari: nella prima eravamo messi davvero male in classifica, tanto che a un certo punto si parlava addirittura di retrocessione in serie C. Io arrivai quando in panchina c’era Antonio Sala, ingaggiato da Cellino dopo essersi ben disimpegnato alla guida del Siena. Giocai la domenica e subito dopo lui fu esonerato. Quindi il percorso che credevo di compiere con questo allenatore non iniziò nemmeno. Arrivarono ad interim Nuciari e Matteoli, coi quali facemmo bene ma non benissimo, e poi ‘Capitan Nedo’ Sonetti, che seppe suonare la carica e darci le giuste motivazioni per disputare un ottimo girone di ritorno conquistando, di conseguenza, la permanenza in serie B. Tengo a sottolineare che sotto l’aspetto tecnico quel Cagliari era una buona squadra, che giocava anche bene: non a caso molti di quei calciatori negli anni seguenti hanno avuto successo e si sono messi in luce in campionati di categoria superiore. Purtroppo quell’anno non riuscimmo a esprimerci al cento per cento.
La stagione successiva - campionato di serie B 2002-2003 - fu segnata dal ritorno di Gian Piero Ventura. Facemmo un discreto campionato, chiuso - in continuo crescendo - a ridosso delle prime posizioni, ma anche in quella circostanza secondo me avremmo potuto fare qualcosa di più. Ricordo che tornarono a Cagliari giocatori, come O’Neill e Macellari, che avevano fatto faville a fine anni Novanta sempre con Ventura. Ma non centrammo i nostri obiettivi. Detto questo, il parco attaccanti era di prim’ordine: c’erano Esposito, Suazo e Langella. L’anno seguente, con l’arrivo di Gianfranco Zola, il Cagliari spiccò finalmente il volo verso la serie A. Ma la base di quella squadra era stata forgiata e costruita, appunto, nelle due stagioni precedenti.”
Qual è invece la sua opinione sul Cagliari attuale? I rossoblù, reduci dalla rovinosa sconfitta di Genova, faticano a trovare continuità di prestazioni e di risultati. Anche perché il tecnico Fabio Pisacane cambia sistematicamente modulo e uomini di settimana in settimana. A metà campionato non c’è ancora l’ombra di una formazione-tipo…
“In effetti il mister è molto elastico nel cambiare continuamente assetto tattico, adattandosi di volta in volta alle caratteristiche degli avversari. Secondo me ha i giocatori giusti per farlo. Poi è vero che il Cagliari fino a oggi è stato un po’ altalenante, ma credo di poter dire che Pisacane sta facendo un buon percorso. Al netto della sua giovane età e della sua fisiologica inesperienza, in quanto debuttante su una panchina di serie A. Personalmente ho visto diverse partite di Caprile e compagni: in più di una circostanza non avrebbero meritato di perdere o di pareggiare, avendo creato un gran numero di occasioni da gol non concretizzate. Però faticano molto contro le dirette concorrenti, e questo può essere un campanello d’allarme. Sabato li attende una partita durissima, perché affronteranno la Juventus: una squadra che ultimamente sta crescendo a vista d’occhio. Sarebbe stato molto meglio incontrare l’undici di Spalletti un mesetto fa… Intendiamoci, giocare all’Unipol Domus è sempre difficile per chiunque, soprattutto quando il Cagliari ‘aggredisce’ il match fin dall’inizio e riesce così a caricare il pubblico. Ma contro questa versione della Juventus servirà la partita perfetta per portare a casa punti.”