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L'Unione Sarda - Nuovo stadio, sale la tensione

di Giorgia Zuddas

"Nuovo stadio, sale la tensione" è il titolo del pezzo pubblicato da L'Unione Sarda. Nell'occhiello si legge: "Il focus. Diritto di superficie, canone e rebus parcheggi. Macciotta: 'Al lavoro per un accordo'". Il catenaccio recita: "Continua la partita a scacchi tra Cagliari e Comune. E i costi potrebbero lievitare".

Nel corpo centrale del pezzo pubblicato da L'Unione Sarda viene approfondito lo stato dell'iter legato al nuovo stadio del Cagliari, con particolare attenzione alle tempistiche sempre più stringenti e ai nodi ancora da sciogliere. L'obiettivo di inserire il capoluogo sardo tra le sedi degli Europei 2032 impone infatti un'accelerazione decisiva: la candidatura dovrà essere formalizzata entro luglio e, per rispettare il crono-programma, sarà necessario arrivare a una svolta concreta già nelle prossime settimane.

I punti più delicati restano due. Da una parte il diritto di superficie richiesto dal club rossoblù, su cui il Comune ha espresso inizialmente delle riserve; dall'altra il canone annuale che la società dovrebbe versare, ritenuto al momento troppo basso dall'amministrazione rispetto all'entità dell'investimento pubblico previsto. Il dialogo tra le parti è costante, con contatti frequenti e la volontà comune di trovare una soluzione condivisa, pur mantenendo cautela dopo i numerosi rallentamenti del passato. Tra i temi sul tavolo c'è anche la gestione dei parcheggi, inserita nel piano economico-finanziario presentato dal club e considerata un ulteriore elemento da chiarire. Nel frattempo resta alta l'attenzione sui costi complessivi dell'opera, già cresciuti fino a sfiorare i 187 milioni più IVA, con il rischio di ulteriori aumenti in caso di nuovi ritardi.

L’intenzione è quella di chiudere un'intesa entro la primavera, così da avviare la gara pubblica internazionale entro giugno e rispettare le scadenze imposte dalla UEFA. La strada è tracciata, ma serve un'accelerazione concreta: il progetto stadio resta una priorità condivisa, ora chiamata a trasformarsi in fatti.


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