Investitori USA vicini all'acquisizione di un altro 22%. L'Unione Sarda: "Un Cagliari più americano"
"Un Cagliari più americano", titola l'edizione odierna de L'Unione Sarda. Il club rossoblù - riferisce stamattina Enrico Pilia sulle colonne del quotidiano sardo - si avvia verso una struttura societaria sempre più internazionale, con una presenza crescente di capitali statunitensi all’interno dell’azionariato. In linea con il piano industriale definito nei mesi scorsi, il gruppo di investitori USA è pronto ad acquisire una nuova quota superiore al 20% del club, che si aggiungerebbe al precedente 20% rilevato alla fine del 2025.
L’ufficializzazione dell’operazione, attesa nella giornata di ieri secondo gli accordi tra Tommaso Giulini, Maurizio Fiori e Prashant Gupta, è slittata di qualche giorno a causa delle intense attività legate alla chiusura del mercato dei trasferimenti. La formalizzazione è comunque prevista a breve.
Un ruolo centrale nel dialogo tra le parti è stato svolto dal manager rossoblù Stefano Melis, figura chiave nella lunga trattativa tra società e investitori. Nelle ultime ore è stato impegnato anche nelle operazioni di mercato, facilitato dalla conoscenza di più lingue, elemento utile nelle negoziazioni internazionali.
Dal punto di vista finanziario, Fluorsid Group — holding proprietaria del Cagliari Calcio — sta procedendo alla cessione di una seconda quota pari a circa il 22% della società sportiva. La valutazione complessiva del club si aggira attorno ai 130 milioni di euro. L’operazione porta la partecipazione della cordata statunitense a circa il 42%, per un investimento stimato intorno ai 54 milioni di euro.
Si tratta di una quota che consente agli investitori di detenere una minoranza qualificata, rafforzando la stabilità finanziaria e progettuale del club. Tra le priorità future resta centrale il tema dello stadio, elemento strategico nei piani di sviluppo.
Il gruppo di investitori è guidato da Maurizio Fiori, imprenditore sardo, e da Prashant Gupta, manager di origine indiana residente negli Stati Uniti. All’interno della cordata figurano anche professionisti di alto profilo provenienti dal mondo dello sport e del business internazionale, come già indicato nella comunicazione diffusa lo scorso dicembre.