Fabrizio Provitali: "Roma-Cagliari per me è una questione di cuore: sono nato giallorosso, ma a Cagliari ho vissuto un capitolo fondamentale della mia carriera. Lunedì sarà una partita tosta: i rossoblù punteranno soprattutto sulle ripartenze"
Roma-Cagliari per lui è una storia di ricordi, di tifo, di passione. Di cuore diviso a metà.
Fabrizio Provitali, ex attaccante del primo Cagliari di Claudio Ranieri, è nato e cresciuto “lupacchiotto”. Nelle sue vene scorre sangue giallorosso fin da quando era bambino. Ma quando i capitolini affrontano gli isolani ritorna, inesorabile, l’eterno dilemma: per chi tifare? Anche se, da quello che lo stesso Provitali lascia intendere, alla fine il richiamo delle origini (è romano doc) prende il sopravvento sulle dolci memorie a tinte rossoblù.
Fabrizio, Roma-Cagliari è la sua partita.
“Sì, sono due squadre che mi appartengono: tifo la Roma fin da piccolo e, per contro, Cagliari ha segnato una tappa importantissima della mia vita di calciatore. I rossoblù arrivano a questa sfida carichi a mille dopo le ultime entusiasmanti vittorie, mentre la Roma è incappata in un brutto incidente di percorso a Udine. Sarà una partita tosta, anche perché i giallorossi dovranno assolutamente provare a vincere se vogliono rientrare a pieno titolo nella corsa-Champions. Se devo ragionare da romanista dico che faccio affidamento sulla carica dei 60mila che riempiranno gli spalti dell’Olimpico. Anche se la cornice in cui si giocherà potrebbe rappresentare uno stimolo significativo pure per il Cagliari. In ogni caso, sfidare Mancini e compagni a casa loro non è mai facile per nessuno. Se la Roma è in giornata può creare grandi problemi a qualsiasi avversario, perché è una squadra di qualità. Il Cagliari terrà un baricentro basso e punterà le proprie fiches sulle ripartenze negli spazi, un po’ come ha fatto contro Juventus e Fiorentina. Penso che il canovaccio tattico sarà questo, anche se poi le partite vanno giocate e interpretate sul campo e possono avere sviluppi difficilmente prevedibili.”
A suo giudizio il Cagliari, attualmente a quota 28 punti, può ambire a una posizione finale di classifica un po’ più “nobile” rispetto a quelle ottenute negli ultimi campionati?
“Direi che il primo obiettivo era e resta la salvezza. Una volta tagliato questo traguardo non vedo perché non si possa puntare a qualcosa di più, anche per far felici i tifosi. Ma intanto è fondamentale mettere in cassaforte la certezza di giocare anche il prossimo anno in serie A.”