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ESCLUSIVA TC - Villa: "Quello che ho dato io al Cagliari è solo una minima parte di quello che Cagliari ha dato a me"

di Roberta Lai

Matteo Villa, ex difensore e capitano dal Cagliari dal 1991 al 2001, è intervenuto in esclusiva ai microfoni di TuttoCagliari.Net per commentare il momento della squadra di Fabio Liverani e per fare un piccolo viaggio in un passato a tinte rossoblù.

Quali sono le sue sensazioni a due giorni dalla vittoria del Cagliari con il Cittadella?

“Nella prima parte della partita ho visto un Cagliari un po’ in difficoltà, il Cittadella è una squadra che gioca insieme da tanti anni, conosce bene la categoria. Nella ripresa, invece, è venuta fuori la qualità, la voglia del Cagliari di vincere la partita e così è stato. Bravo il mister nell’indovinare i cambi corretti”.

Come giudica invece il mercato effettuato fino a oggi? Ha visto qualche giovane di prospettiva?

“Se rimane così mi sembra che la rosa sia abbastanza completa. Penso sia stato fatto un buon mix tra giocatori esperti e giovani di buone speranze. Luvumbo mi sembra un giovane di ottime prospettive così come Millico. Anche Franco Carboni, arrivato dall’Inter, potrebbe fare bene. 

La retroguardia rossoblù ha dimostrato di essere il reparto più debole. Cosa pensa dei difensori rossoblù?

“Mi sembra che domenica abbiano fatto una partita discreta con un avversario che non ha la stessa qualità del Cagliari ma che ha un’organizzazione del gioco importante. Tutti hanno fatto una buona partita”.

Fabio Liverani potrebbe essere l’uomo giusto per risalire in Serie A?

“Penso di sì. All’interno di una squadra come il Cagliari ci vuole gente che sia competente, con un prospetto importante ma che ami anche il Cagliari, la città, la squadra, la Sardegna: tutto questo può fare la differenza. Ho visto che è rientrato Muzzi, un acquisto importante perché innamorato del Cagliari e di Cagliari”.

Le piacerebbe tornare a Cagliari?

“Penso sia sempre stato il sogno di qualsiasi giocatore che abbia giocato un po’ di anni a Cagliari. Il sogno di chi ama questa società e questa città”.

Nei dieci anni passati in rossoblù ha vissuto momenti di gioia e altri di amarezza. Quanto è difficile digerire una retrocessione e poi ripartire?

“È sempre difficile digerire una retrocessione soprattutto se è da un po’ di anni che fai la Serie A. La bravura dei ragazzi deve essere quella di immedesimarsi subito nel campionato di Serie B, una cosa non fa facile perché inconsciamente ti senti un giocatore di Serie A. Entrando con più velocità nella mentalità della Serie B hai più possibilità, poi, di risalire”.

Nell’estate del 1997 Cellino le comunicò l’interesse da parte della Juventus. Una proposta allettante che poi lei rifiutò.

“È stata una cosa di comune accordo con il Presidente. Una proposta allettante ma per me restare a Cagliari era un piacere. Non è stata una decisione difficile”.

Cosa pensa dei giocatori andati via in seguito alla retrocessione e di chi, invece, ha deciso di contribuire alla causa?

“È una questione di carattere. Io sono più come questi ragazzi che sono rimasti. Preferisco essere una persona importante a Cagliari piuttosto che essere uno dei tanti alla Juventus. Chi ha preso delle decisioni diverse dalla mia non va giudicato. Io sarei rimasto”.

Da capitano a capitano. Che consiglio darebbe a Pavoletti?

“Essere capitano è una delle cose più belle. È vero che quando le cose vanno male ti senti tutto il peso addosso ma è altrettanto vero che quando le cose vanno bene e riesci a raggiungere determinati risultati, gioisci il doppio rispetto ai tuoi compagni. Non conosco Pavoletti, mi sembra un bravo ragazzo. Non penso di dovergli dare dei consigli. Io ho preso spunto da quello che era Matteoli. Diventare capitano avendo lui come esempio è stato facile”.

È stato inserito nella Top 11 Rossoblù: cosa si prova a essere così tanto amato dai tifosi nonostante il passare degli anni?

“È stata una gioia immensa e devo dire che non me l’aspettavo, c’erano dei giocatori veramente importantissimi. Quello che ho dato io al Cagliari è stata solo una minima parte di quello che Cagliari ha dato a me. Dovrò sempre ringraziare Cagliari e il Cagliari: la mia carriera è stata fatta tutta lì, i miei figli sono nati lì. Ho passato i dieci anni più belli della mia vita”.

Si ringrazia Matteo Villa per la disponibilità e la cordialità nell’accettare e svolgere questa intervista.


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