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Claudio Onofri: "De Rossi ha cambiato modulo al Genoa, passando a un 3-5-2 che esalta le caratteristiche degli esterni. E poi ha iniziato a schierare stabilmente due punte una vicina all'altra. La sfida al Cagliari ha per me un sapore speciale"

di Matteo Bordiga

L’ex calciatore ed ex allenatore del Genoa Claudio Onofri, intervistato da Tuttocagliari.net, presenta la sfida di lunedì tra il Grifone e il Cagliari di Fabio Pisacane. Una partita che vale tanto non solo in ottica salvezza, ma anche perché un eventuale successo aprirebbe ai rossoblù isolani scenari di classifica decisamente più rosei.

Claudio, lei segue da vicino le vicende genoane. Come è cambiato il Genoa di De Rossi rispetto a quello di Patrick Vieira?

“Più che dal punto di vista dello stile di gioco e della produzione offensiva è cambiato sotto l’aspetto tattico: ora scende in campo con un 3-5-2 che si addice perfettamente alle caratteristiche degli esterni Norton-Cuffy e Martín. In più la dirigenza ligure cercherà di prendere sul mercato un valido centrocampista di qualità. Ma direi che il ritocco più significativo operato da De Rossi è stato quello di mettere finalmente due punte l’una vicina all’altra. Vieira giocava con un unico centravanti e con due esterni d’attacco, ma Vitinha e Colombo con quel modulo non funzionavano. Al contrario, ora si danno una mano a vicenda e insieme lavorano alla grande sul fronte offensivo.

Detto questo, Genoa-Cagliari sarà una partita speciale e ‘complicata’ per me. Tifo Genoa, ma in compenso sono stato io a scoprire Pisacane come calciatore, portandolo proprio a Genova. Fabio è una persona meravigliosa sotto tutti i punti di vista, e personalmente sono rimasto molto legato a lui. Proprio per questo motivo la mia seconda squadra dopo il Genoa è, appunto, il Cagliari.”

Che impressione le ha fatto fino a questo momento la formazione isolana, protagonista di un girone d’andata piuttosto altalenante?

“In effetti il Cagliari, a giudicare dai risultati e dalle prestazioni, è stato un tantino incostante. Poi bisognerebbe aver seguito con attenzione tutte le partite di Prati e compagni per poter esprimere delle approfondite riflessioni tecnico-tattiche, e io onestamente non l’ho fatto. Di sicuro serve trovare quella continuità che, a mio avviso, in realtà è già nelle corde di questa squadra. Ovviamente il Cagliari non può ambire all’Europa, ma ora come ora occupa una posizione relativamente tranquilla di classifica. Un piazzamento, in teoria, ulteriormente migliorabile.

Il calcio agli occhi dei non addetti ai lavori sembra una materia molto semplice, e allora si esprimono dei giudizi che però sono attinenti a qualcosa che solo l’allenatore, ossia colui che ‘vive’ gli allenamenti quotidiani e lo spogliatoio della sua squadra, può conoscere. Resta il fatto che i sardi, alla luce della rosa di cui dispongono, potrebbero occupare una posizione di classifica un po’ più alta.”


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