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Cagliari, Pisacane: "Ritiro utile, ma ora servono i fatti. Esonero? Mi sento in discussione dalla prima giornata"

di Giorgia Zuddas

- Fine conferenza -

Zappa e Luperto: "Per quanto riguarda Zappa, me lo avete chiesto spesso nelle ultime settimane: è un giocatore importante per senso di responsabilità e attaccamento. Dopo l’infortunio prima della gara con la Juventus, la squadra aveva trovato continuità con tre vittorie consecutive, mentre nel frattempo c’è stata anche la crescita e l’esplosione di Ze Pedro. Questo non significa che debba giocare uno al posto dell’altro, ma è la situazione che si è venuta a creare negli ultimi mesi, a discapito di Gabriele, che ha avuto meno spazio.

Quando è stato chiamato in causa, ha sempre dato il suo contributo. In questo momento abbiamo bisogno di tutti e lui, per responsabilità e attaccamento alla maglia, può essere uno di quelli che ci aiuteranno a raggiungere la salvezza. Non ho accantonato nessuno: è sempre stato un discorso di coerenza e consapevolezza. Per quanto riguarda Sebastiano, sarò felice di rivederlo. All’inizio non ci siamo presi, ma con il tempo ci siamo conosciuti, avvicinati e capiti. Nel calcio entrano in gioco tante dinamiche. Se avrò modo di parlarci, lo farò volentieri: è un ragazzo che, quando è stato chiamato in causa, ha sempre dato il suo contributo, e quando non lo è stato si è comportato da professionista. Per me questo vale tantissimo".

Borrelli, Kilicsoy ed Esposito: "Sono tutti giocatori complementari. In questo momento preferisco non dare troppe indicazioni per non offrire vantaggi alla Cremonese. Domani, però, agirò come sempre con coerenza e coscienza".

Rischio esonero: "Penso che fin dalla prima giornata la mia panchina sia a rischio: tutto dipende dai risultati. Quando ho scelto di intraprendere questo percorso, sapevo cosa comporta l’assenza di risultati. Così come non eravamo fenomeni quando vincevamo, non siamo diventati brocchi adesso: si sono incastrate una serie di situazioni che ci hanno portato a questo momento e dobbiamo essere bravi a uscirne. Mi sono preso una grande responsabilità fin dal primo giorno e sono convinto di portarla a termine. Poi, se ci saranno altre valutazioni, non spetta a me dirlo. Io sto mettendo tutta l’energia possibile per dare una soddisfazione alla gente: mi capita di essere fermato per strada e incoraggiato, ed è questo che mi gratifica. Sono convinto che alla fine ne verremo fuori. Non voglio parlare di ipotesi: dobbiamo solo superare questo momento. Ci siamo già passati e ne siamo usciti, ora ci siamo ricaduti dopo aver avuto un margine importante. Ma il calcio è questo".

La crisi di vittorie: "Le cause possono essere tante. La sfera di vetro non ce l’ha nessuno: può essere stata troppa serenità dopo aver costruito un buon margine, gli infortuni o anche responsabilità mie su alcune scelte. Nulla però è stato fatto volontariamente: credo sia successo in modo inconscio. È normale che non vincere per due mesi dispiaccia, ci era già capitato anche nel girone d’andata. Nelle ultime otto partite abbiamo davvero sbagliato Lecce e Pisa; nelle altre abbiamo sempre cercato il risultato, pur sapendo di andare incontro a difficoltà. Anche nell’ultima gara, come contro il Napoli, ho visto una buona prestazione, poi è normale che non tutti siano d’accordo. Ora non serve cercare troppe spiegazioni: il tempo si è accorciato, è il momento dei fatti, non delle parole".

Freschezza atletica: "Una partita si basa su più dinamiche e più episodi. Domani ci sarà anche un caldo torrido, quindi mi auguro che la freschezza fisica si veda il più a lungo possibile. L’esperienza è importante, ma non basta: il calcio è cambiato e la spensieratezza, se costruttiva, a volte può compensare. È chiaro che chi ha 300 partite nelle gambe legge meglio certe situazioni rispetto a chi ne ha 50".

Pressione: "Vincere significherebbe fare altri tre passi in avanti sulla Cremonese, ma restano sei partite e 18 punti a disposizione. Il calcio illude: bisogna restare sempre concentrati, perché la Serie A è infida. Bastano poche sconfitte per cambiare stato d’animo, come è successo a noi. Recuperiamo alcune pedine e questo ci dà più scelta, soprattutto davanti, dove spesso siamo arrivati contati. Ma alla fine la differenza la fa ciò che hai dentro: domani, per vincere, dobbiamo tirare fuori qualcosa in più".

Formazione e Cremonese: "Giampaolo non ha bisogno di presentazioni: fa questo lavoro da tanti anni e si è fatto apprezzare nel tempo. Nelle ultime settimane ha avuto modo di lavorare tra Parma, la sosta e Bologna. Sarà una partita insidiosa, ma li abbiamo studiati e cercheremo di mettere in campo le nostre armi per fare punti e vincere".

Infermeria: "Pavoletti e Felici sono ai box. Belotti ha una settimana in più di condizione e penso sia recuperato, così come Borrelli. A parte loro, tutti sono a disposizione. Questa è una finalissima. Al di là della classifica, dentro ognuno di noi deve esserci lo spirito di rivalsa e la voglia di tornare a fare punti a tutti i costi. Mi auguro di portare a casa la vittoria, perché nel primo tempo contro il Sassuolo la squadra meritava di più. Se siamo tornati senza punti, significa che quanto fatto non è bastato".

Il ritiro: "Il ritiro, per come lo abbiamo impostato, è stato importante. Dopo otto partite senza vittorie è giusto stare più tempo insieme per ricompattarci. Questo non significa che nell’ultima gara non sia stato dato il massimo, ma semplicemente che non è bastato per ottenere punti. In situazioni del genere, nel calcio, è normale cercare soluzioni per stare più uniti e lavorare meglio insieme".

Inizio conferenza 

12:49 - La conferenza inizierà con qualche minuto di ritardo

12:30 - La conferenza stampa inizierà alle ore 12:45 presso il CRAi Sport Center

Alla vigilia dello scontro salvezza tra Cagliari e Cremonese, il tecnico rossoblù Fabio Pisacane interverrà a breve in conferenza stampa per presentare la gara. La redazione di TuttoCagliari seguirà l'evento in diretta, riportando tutte le sue dichiarazioni in tempo reale.


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