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Cagliari, Esposito: "Avevo bisogno di giocare, da lì la scelta della Serie B e l'esperienza all'estero"

di Giorgia Zuddas

Ospite dell'ultima puntata di PodCasteddu, il podcast ufficiale del Cagliari Calcio condotto da Alessandro Spedicati, Sebastiano Esposito ha ripercorso alcune tappe del suo percorso tra Serie B ed esperienze all’estero. Di seguito un estratto delle sue parole rielaborate dalla redazione di TuttoCagliari.net:

"Finisco l'anno con l'Inter, faccio 15 presenze, ma avevo alcune offerte in Serie A e io volevo giocare di più. Ero molto focoso, avevo voglia di scendere in campo con continuità, quindi ho scelto la Serie B per avere minuti e sentire fiducia. Sono andato alla SPAL per sei mesi, dove giocava anche mio fratello Salvatore, poi altri sei mesi al Venezia. In quel periodo sono stato un po’ etichettato. Non avevo la testa al massimo, ero immaturo, avevo 18 anni. (...) Direi che il 70% era colpa mia, il resto poteva essere gestire meglio, ma mi sono sempre preso le mie responsabilità.

Per staccare da quell'ambiente e da quell'etichetta ho deciso di andare all'estero. Sono andato al Basilea, una città che mi è rimasta nel cuore: lì sono stato benissimo, tutti mi volevano bene. Ho fatto una buona stagione, anche se sono stato fermo tre mesi per infortunio. Poi sono passato all'Anderlecht per sei mesi: una realtà importante, con una struttura incredibile e una cultura calcistica diversa. In Europa andavamo bene, mentre in campionato eravamo terzultimi, una situazione difficile per un club così. Ci furono anche proteste dei tifosi, una partita sospesa contro l'Anversa, un periodo complicato. Dopo sono tornato in Italia, a Bari per sei mesi, poi alla Sampdoria. Lì mi sono innamorato: della squadra, della città, dell’ambiente. Ho trovato anche la mia ragazza a Genova, quindi è stata un'esperienza speciale. L'anno dopo sono andato all'Empoli, dove mi sono trovato bene, con dinamiche diverse. E poi è arrivato il Cagliari".


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