.

Cagliari, Caprile: "Stagione positiva, ma mancano ancora dieci partite. Con il Como gara tosta"

di Paola Pascalis

Il portiere del Cagliari, Elia Caprile, intervistato da Sky Sport, ha parlato del campionato e delle difficoltà della sua generazione. Di seguito le sue parole: 

Elia, che stagione stai vivendo con la maglia del Cagliari?

Una stagione sicuramente bella e positiva. Però mancano ancora dieci partite e dieci partite sono tante: dobbiamo farle al meglio, io per primo. Alla fine di queste dieci gare tireremo le somme.

Come sei stato accolto nello spogliatoio e in città? È passato praticamente un anno dal tuo arrivo.

Sono stato accolto molto bene, benissimo sia dai compagni sia dalla città. Per questo voglio dire grazie a tutti. Spero di aver dato qualcosa indietro al Cagliari come squadra e a Cagliari come città.

Cosa hai maturato in questo anno di esperienza, come uomo e come calciatore?

Sicuramente come calciatore, grazie al Cagliari, ho fatto tanta esperienza in Serie A. A livello personale, invece, in questa città sono diventato papà da tre mesi: sto imparando a fare il papà, sto imparando a essere una persona più grande, tra virgolette. E tutto questo lo sto vivendo qui a Cagliari.

Come ti ha cambiato la paternità?

Mi ha cambiato in meglio. Magari dormo qualche ora in meno, ma fa parte del gioco. Credo di essere diventato una persona migliore, almeno spero. E spero soprattutto di essere un bravo papà.

In cosa pensi di poterti migliorare ancora?

Come calciatore direi in tutto. Ho 24 anni e spero di avere davanti una carriera ancora lunga, quindi posso migliorare in qualsiasi aspetto. Come uomo e come papà credo che non si smetta mai di imparare. Non vedo l’ora di fare nuove esperienze anche a livello umano.

La prossima gara sarà contro il Como: che partita ti aspetti e come la state preparando?

Sarà sicuramente una partita tosta. Giochiamo contro una squadra forte che quest’anno sta facendo un grandissimo campionato. La stiamo preparando bene, come tutte le altre. Non vediamo l’ora che arrivi sabato per metterci alla prova.

Pisacane ha raccontato di essere andato a “lezione di Generazione Z” per capire meglio il vostro mondo. Tu che ne fai parte, che generazione è la vostra?

La Generazione Z è sicuramente una generazione nuova che, nel bene e nel male, vive molto sui social. I social ti portano in alto in fretta, ma allo stesso modo possono distruggerti in pochissimo tempo. Credo che noi, che siamo persone esposte, dobbiamo essere bravi a gestirli e consapevoli del loro peso. Sia le cose belle sia quelle meno belle che vengono scritte non devono diventare troppo importanti. Secondo me bisogna preoccuparsi soprattutto di quello che ti dice il mister per quanto riguarda il calcio e magari delle opinioni della fidanzata, degli amici, delle persone vicine per quanto riguarda la vita.

Che consiglio daresti a un ragazzino che vuole intraprendere la carriera del portiere?

Di lavorare tanto, di fare tanti sacrifici e di saper accettare l’errore. L’errore fa parte del gioco e fa parte soprattutto del nostro ruolo.

Hai gli occhi addosso di tanti club di Serie A e anche del CT della Nazionale, Gattuso. Questa famosa cena a Cagliari c’è stata?

No, a Cagliari no. Il mister è venuto a trovarci a Parma e abbiamo fatto una bella chiacchierata. Sono stato molto contento che abbia trovato del tempo per venire a salutarmi.

Quali sono i tuoi hobby e le tue passioni? Hai un punto di riferimento nella tua vita?

In questo momento il mio hobby principale è fare il papà. Quando non mi alleno cerco di passare il tempo con Edo, con la mia fidanzata e con il nostro cane. Conduco una vita bella, normale, normalissima, come quella di tante altre persone.

Per chi hai fatto il tifo a Sanremo?

Sinceramente non l’ho guardato. Non sono un grande amante del festival. In quei giorni c’erano le partite, la Champions e altre cose… io sono più tipo da calcio.


Altre notizie
PUBBLICITÀ