Boi: "Due mesi orribili. In una situazione normale Pisacane non sarebbe l'allenatore del Cagliari"
Il giornalista Giuseppe Boi, attraverso i suoi profili social, ha commentato senza giri di parole il momento del Cagliari, soffermandosi soprattutto sulla situazione in panchina e su uno stallo che, al momento, non lascia intravedere segnali positivi. Di seguito quanto scritto:
"Stallo? In una situazione normale Fabio Pisacane non sarebbe già l'allenatore del Cagliari. Un cambio in panchina che andrebbe oltre le colpe dell'allenatore - sono tante anche quelle di chi scende in campo - ma che appare necessario dopo due mesi orribili e un rischio retrocessione diventato concreto. Tuttavia, nonostante lo spareggio di sabato con la Cremonese, si va avanti con uno stallo che non promette nulla di buono.
Il primo a poter dare una svolta sarebbe Tommaso Giulini. È ancora lui il presidente. È lui che dovrebbe fare la scelta, ma le tensioni del post Sassuolo hanno prodotto solo un ritiro iniziato dopo il pranzo di Pasquetta. Giulini sembra voler andare avanti con la sua scommessa su Pisacane, promosso dalla Primavera sottolineando che "se va male è colpa di chi sceglie ma spesso, quando va bene, ci si dimentica la responsabilità della scelta". Scelta che ora appare quanto mai sbagliata. E i nuovi proprietari? Di fatto non sembrano aver voce in tema allenatore. La "struttura" progressiva che può portare il "veicolo" Cagliari 1920 LP fino all’80-90% del capitale, prevede al momento una governance con un sistema di controllo incrociato tra i soci. Giulini appare ben felice quando Maurizio Fiori e gli americani prendono impegni per il futuro e sbloccano la situazione stadio triplicando il canone e aggiungendo al "pacchetto" la Sardegna Arena. Diverso è invece l'impatto di un eventuale cambio di guida tecnica: inciderebbe su questo bilancio che, per logica, va chiuso, se non in utile, il più vicino possibile alla parità per non lasciare "pendenze" tra cedente e acquirente del Cagliari calcio.
Da qui la conferma di Fabio Pisacane, che non solo è ancora l'allenatore del Cagliari ma che si è presentato in conferenza stampa al Mapei in modo quasi paradossale. Sia quando ha rimbrottato un cronista di vedere "solo le cose che non funzionano" facendo riferimento a cose buone che in campo ha visto solo lui, poi non rispondendo a un altro collega sul fatto che abbia o meno incontrato Giulini: "Non è importante". Segnali di irritazione e mancanza di lucidità che non fanno ben sperare per il futuro".