Andrea Parola: "Il Cagliari avrebbe le qualità tecniche per esprimere un calcio più propositivo, ma ora come ora io andrei avanti con questa strategia: la compattezza e la solidità difensiva dei sardi sono state alla base degli ultimi successi"
L’ex centrocampista del Cagliari Andrea Parola, intervistato da Tuttocagliari.net, dice la sua sul momento particolarmente positivo dei rossoblù, reduci dalle due belle vittorie - che potrebbero rivelarsi determinanti in chiave salvezza - contro Juventus e Fiorentina.
Andrea, sei punti contro Juventus e Fiorentina: chi l’avrebbe mai immaginato?
“Nessuno, direi. Ma si è trattato di due successi non casuali. Con la Juve ho visto un Cagliari ordinato, che chiudeva tutte le traiettorie di passaggio ai bianconeri, e mai in affanno. La squadra dava la sensazione di essere molto coesa e compatta, e ha agito quasi esclusivamente in contropiede: Palestra è un treno, e poi ha un gran piede. Difficile trovare un esterno destro così performante in Italia. Pisacane gli ha dato fiducia fin dal principio, e i fatti gli stanno dando ragione. Kiliçsoy non lo conoscevo, ma è un bell’attaccante: tecnico e abile sotto porta. Insomma, in questo Cagliari c’è la giusta combinazione di gamba, intensità, voglia ed entusiasmo. Affrontare i rossoblù è un bel grattacapo per qualsiasi avversario.”
La sensazione è che, nonostante i sei punti raccolti contro Juventus e Fiorentina agendo quasi esclusivamente di rimessa, questa squadra abbia anche le qualità per tenere un po’ di più la palla tra i piedi, alzare il baricentro ed esprimere un calcio più propositivo: si nota chiaramente quando i rossoblù duettano con fraseggi rapidi e ripartono in velocità, soprattutto sfruttando le corsie esterne. Lei è d’accordo?
“Direi di sì, anche se io personalmente andrei avanti con questa strategia. Pisacane nel dopopartita di ieri ha detto una cosa giusta: il Cagliari è costruito con l’obiettivo di salvarsi, mentre la Fiorentina si è trovata invischiata in zona retrocessione in maniera del tutto inaspettata. Quando la mentalità è quella di provare a portare a casa il punticino che ti fa muovere la classifica, allora è giusto chiudersi e puntare sulle ripartenze. Forse il Cagliari, come diceva lei, avrebbe le qualità tecniche per fare anche un altro tipo di partita, ma ora come ora la priorità è quella di raggiungere la salvezza. Ecco perché io in questo momento, fossi in Pisacane, non cambierei nulla. Poi magari, una volta tagliato il traguardo della permanenza in serie A, si potrà sperimentare un calcio più spensierato e spregiudicato.”
Intanto sabato prossimo, in caso di successo interno contro il Verona, i sardi si isserebbero a quota 28 punti, portandosi di fatto a centroclassifica…
“Quella con gli scaligeri sarà una gara spartiacque: anche Orban e compagni si giocheranno molto, e non bisogna dimenticare che hanno dato del filo da torcere a tante big del nostro campionato. Il Cagliari non dovrà perdere la sua proverbiale compattezza e dovrà mantenere un grande equilibrio tattico. I sardi in questo momento hanno grande gamba, quindi possono permettersi di ripartire anche a sessanta metri dalla porta avversaria. Del resto la condizione atletica nel calcio attuale è imprescindibile. Col Verona non rischierei nulla: giocherei abbottonato, anche se davanti al pubblico amico, e poi sono sicuro che l’occasione per sbloccare il match arriverà.”