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Agostini: "Bari, Cavuoti vi stupirà. A Cagliari nato un bel rapporto con lui. Futuro? Spero in progetto serio"

di Vittorio Arba

Alessandro Agostini, ex difensore ed ex allenatore della Primavera del Cagliari, ha parlato ai microfoni di TuttoBari.com soffermandosi su Nicolò Cavuoti: il centrocampista si è trasferito ieri al Bari in prestito dai rossoblù, dopo essere stato allenato proprio da Agostini nel settore giovanile sardo: "Non ci sentiamo da un pezzo ma credo sia rimasto un rapporto sano, di stima reciproca, avendo vissuto degli anni importanti in cui abbiamo ottenuto risultati. Ho conosciuto un ragazzo straordinario sotto l'aspetto umano e calcistico".

L’ex tecnico del vivaio cagliaritano si sofferma poi sul profilo tattico del centrocampista, evidenziandone duttilità e qualità, a partire dal ruolo in cui lo impiegava più spesso: "Io lo facevo giocare mediano, nei due di centrocampo, in cui ha fatto molto bene. Ma può fare anche la mezzala ed il trequartista perché ha grandi doti tecniche e fisiche. Ha un'ottima forza, un ottimo piede ed un'ottima visione di gioco. Negli altri ruoli interpretati ha fatto altrettanto bene".

Guardando all’esperienza in biancorosso, Agostini intravede margini importanti, a patto che il ragazzo trovi continuità e un contesto che lo sostenga: "Se sente la fiducia dell'allenatore e dell'ambiente, trovando spazio, credo che vi stupirà. Per essere un giocatore dal grande futuro deve fare un percorso. Quando si è giovani, si affrontano tante difficoltà, come anche altre scelte del tecnico o la conoscenza di nuove persone. Deve essere bravo anche lui a superarle e, se ce la fa, farà vedere cose importanti".

Resta però un tema inevitabile, quello delle pressioni legate alla piazza e al momento delicato del Bari: "È un punto di domanda. Va aiutato e bisogna vedere come reagirà. Per lui sarà un'esperienza in cui crescere e maturare, esprimendo al meglio le proprie potenzialità".

Sul piano tecnico, invece, Agostini fatica a individuare reali lacune, spostando l’attenzione soprattutto sull’aspetto mentale e sulla capacità di reggere i momenti complessi: "Mi metti in difficoltà. Preso per le sue caratteristiche tecniche e le richieste del caso, non credo debba migliorare in nulla. Punterei sull'aspetto mentale: per quello che è il mio pensiero, deve essere più continuo e tenere duro nei momenti difficili. Poi, può darsi che abbia già fatto questo step nei recenti anni".

In chiusura, l’ex difensore rossoblù guarda anche al proprio futuro in panchina, dopo il conseguimento del patentino UEFA Pro, con la speranza di ripartire da un progetto solido: "Spero che il futuro mi ponga qualcosa di interessante. Vorrei ricominciare con un progetto serio ed in cui si possa avere tempo per dimostrare. Il corso per raggiungere questo obiettivo è durato un anno, impegnativo, ma son contento. Andava fatto e sono felice di averlo concluso. Aspettiamo cosa capiterà".


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