Viviano sulla Nazionale: "Gravina? Fossi in lui sarei emigrato"
L'ex portiere Emiliano Viviano ha parlato della Nazionale italiana a Radio FirenzeViola: "A me sembra impossibile che non si sia dimesso il Presidente Federale. Io fossi stato in lui sarei emigrato. Siamo uno dei paesi migliori nello sport, insieme ai paesi balcanici abbiamo una varietà di talenti incredibile. Siamo portati ad avere successo nello sport. Io ho dei figli che giocano: nelle scuole calcio non si costruisce e non si insegna niente, si va solo a dire "oggi ho perso, oggi ho vinto". Io sono arrivato alla Fiorentina e ho incontrato Albertosi, Landucci e Pazzagli, ognuno di loro mi ha insegnato qualcosa. Si dice 'Non si difende più', non è vero perché ieri Mancini ha fatto una partita gigantesca. Ma ci son tante cose da dire, anche sul fatto che insistiamo sempre con questo diavolo di 3-5-2, sul modello Conte o Simone Inzaghi. Ma l'Italia non è fatta per questo sistema. I ragazzi e lo staff tecnico sono gli ultimi responsabili. Gattuso lo abbraccerei: uno con quella carriera che si è presa una patata bollente così è da ammirare, gli chiederei "Ma chi te l'ha fatto fare?". Questo ha fatto i chilometri negli ultimi mesi per fare le cene in giro per il Mondo, tutto questo perché non gli hanno fatto fare gli stage. Poi ragazzi, smettiamola con la ca****a del "I ragazzi non giocano per strada", quella veramente è una frase detta così per dire. I ragazzi ci sono, sono diversi ai giorni d'oggi ma ci so no. Kean potrebbe risentirne? Ognuno di loro pagherà questa cosa. Se hanno un minimo di senso di responsabilità sanno il danno che hanno fatto per il paese. Io nei loro panni mi sarei sentito male e glie l'ho detto sentendoli anche prima della partita. Hanno avuto addosso una responsabilità grossa. Io ho paura delle ripercussioni generali più che per la testa libera per la Fiorentina. È pesante per noi questa delusione, pensate per loro".