Vittorio Sanna: "Un saluto a quelli che prospettavano zero punti contro Juventus e Fiorentina"
Nel suo "Commento a Caldo" per Galleria Progetti, il giornalista Vittorio Sanna ha analizzato il successo del Cagliari contro la Fiorentina di questo pomeriggio, con la sfida del "Franchi" conclusasi sul punteggio di 1-2. Di seguito le sue parole, sintetizzate da TuttoCagliari.net: "Intanto saluto quelli che avevano prospettato zero punti in due partite con Cagliari, con Juventus e Fiorentina. Li saluto caramente perché spero che possano passare dalla nostra parte, diventare un po' più ottimisti e cercare di capire che il disfattismo non comporta assolutamente nessun tipo di beneficio perché da lì non esci. Sbagliare, si deve sbagliare nel calcio e si deve avere l'opportunità di farlo. Il Cagliari ha sbagliato diverse volte in questo campionato, ma ha costruito pian piano una sua identità. L'identità ultima, quella che abbiamo visto nelle due partite che hanno portato sei punti invece che zero punti, sono due partite dove non ha brillato particolarmente il gioco, dove non ci siamo specchiati come cigni nel lago dorato. Abbiamo tentato invece di essere molto più pratici. Quel che si diceva in moltissime occasioni, dobbiamo tentare anche di fare i punti. E il Cagliari è bello nel momento in cui mostra la sua efficacia. Bello nelle chiusure nelle linee di passaggio, bello nelle ripartenze, negli scambi che hanno portato a trovare il gol nel contropiede che realizza con una facilità incredibile. È molto bello il gol di Palestra che è nato sotto forma di azione corale passando il pallone da sinistra a destra fino ad arrivare alla conclusione finale. Insomma, è un Cagliari che nelle sue corde ha comunque sia delle idee. L'idea principale in questo momento è quella della difesa, perché hai subito un gol in due partite contro squadre che teoricamente erano date in salute. Hai realizzato comunque tre gol in due partite e lo hai fatto in modo diverso: il calcio piazzato contro la Juventus, ma i due contropiedi veramente molto belli contro la Fiorentina e ce ne potevano essere altri. Ecco, io mi fermo sul "ce ne potevano essere altri" perché sono immagini di crescita che a questo punto dobbiamo mettere in evidenza. Guai diventare improvvisamente presuntuosi, cioè partire dal pessimismo totale di alcuni, che è un pessimismo preconcetto, a mio giudizio, per diventare poi presuntuosi e pensare che adesso anche gli altri lo possono pensare, si debba vincere sempre. No, assolutamente non deve essere così. L'obiettivo deve essere quello di crescere ancora e di crescere costantemente perché i risultati in classifica non derivano dalle vicende di altri, derivano dalle nostre vicende. Quindi quanto più tu riesci a crescere, tanto più riesci a salire in classifica. E quali sono gli elementi che ti hanno permesso di crescere? Il lavoro, il lavoro costante, quello settimanale, l'idea che si potesse sviluppare un'idea, il fatto che ci si conosca bene in campo, che ci siano delle dinamiche che ti portano a collaborare costantemente. Ecco, su questi aspetti bisogna resistere perché a questo punto rischia di passare un altro messaggio che sia tutto facile. Non è affatto tutto facile, è sempre tutto difficile, ma le cose difficili devono essere affrontate con determinazione, costanza e spirito di sacrificio. La passione, quella che serve, perché passione vuol dire soffrire, vuol dire soffrire per inseguire qualcosa che poi ti ripaga. Il Cagliari viene ripagato in queste partite, è stato ripagato anche a Firenze da una partita di sacrificio dove devi stare là ad aspettare, a dare il pallone agli avversari, a cedere il pallino del gioco, devi aspettare il momento opportuno, devi avere pazienza, devi avere grande attenzione perché basta un errore e ne abbiamo fatti tanti di errori, soprattutto all'inizio e poi la partita viene condizionata. Insomma, tutti questi elementi sono gli elementi vincenti di una squadra che improvvisamente non è diventata una super squadra, è la squadra di prima che ha imparato da quelli che erano stati gli errori precedenti e se noi entriamo in quest'ottica e accompagniamo il Cagliari in questa filosofia, la squadra è destinata a crescere. Godiamoci il momento, ma cerchiamo di pensare anche che questo momento è un momento di crescita e non è un momento occasionale. Guai pensare che possa essere un periodo fortunato. Dobbiamo invece pensare che sia l'ascesa verso una condizione migliore, verso una squadra più forte, verso un'idea di gioco, verso una prospettiva che è quella di poter giocare con chiunque, con le proprie carte, sapendo che non saranno sempre sconfitte, non saranno sempre vittorie, ma non saranno neanche, come si pensava in passato, sempre sconfitte".