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Tacopina spiega l'addio di Mancosu alla SPAL: "Marco voleva fortemente tornare in Sardegna"

di Vittorio Arba

Joe Tacopina, presidente della SPAL, ha incontrato la stampa per parlare, in particolare, dell'addio di Marco Mancosu. Queste le sue parole, riprese da PicenoTime: "Non voglio che ci siano segreti e vi ho convocato proprio per spiegarvi la situazione. Marco per me è come un figlio e gli voglio molto bene. Il suo desiderio era quello di tornare in Sardegna con la propria famiglia. E' venuto a parlare con me e con il ds Lupo chiedendo informazioni economiche sul prolungamento del contratto, la nostra policy però in tal senso è molto rigida e non si discutono assolutamente i rinnovi durante il periodo di calciomercato. Questo vale per tutti, dai top player fino ai più giovani. Mancosu ieri sera mi ha detto che l'offerta del Cagliari era importante e pluriennale con un futuro anche nell'ambito manageriale nella sua Cagliari, per questo motivo abbiamo deciso di risolvere consensualmente il contratto. Non tratterò mai qui chi non intende rimanere, vogliamo esclusivamente giocatori convinti e motivati - ha dichiarato Tacopina -. Mancosu mi ha detto due cose lo scorso Martedì: che la Spal non era più la sua priorità principale e che questo si era riflesso nella sua prestazione contro la Reggina, dove non era stato in grado di dare il 100%. Mi ha spiegato che non riusciva ad essere completamente concentrato e probabilmente questa situazione non sarebbe cambiata da qui in avanti. Di fronte a questi elementi non potevamo aspettare ulteriormente. Ed ecco perché il contratto è stato risolto. Detto questo, voglio sottolineare ancora una volta quanto Marco sia una delle migliori persone che abbia conosciuto in tutta la mia vita. Oltre a questo è anche uno dei giocatori di maggior talento con il quale abbia avuto la possibilità di lavorare ed in maniera totalmente sincera gli auguro il meglio per il suo futuro, eccezion fatta per la partita del 27 (ndr Spal-Cagliari al "Mazza"). In circostanze del genere sarei molto arrabbiato, ma non riesco ad esserlo con Marco perché è un essere umano speciale e lo considererò sempre tale. A tutto questo va aggiunto il tema tattico, perché nell’attuale sistema di gioco della Spal Marco voleva giocare mezzala e non più trequartista".


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