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Sanna: "Preparazione di Cagliari-Cremonese non solo di gambe, tecnica e tattica, ma anche mentale"

di Maria Laura Scifo

Così Vittorio Sanna sul proprio canale Youtube ha presentato la sfida contro la Cremonese:

Ci sono partite anche per le squadre che la Champions non la conoscono, non la frequentano, che rappresentano però delle delle vere e proprie finali, sembrano essere delle vere proprie finali o comunque le aspetti con quell'ansia, quella trepidazione, sapendo qual è il peso che ti porta a miscelare coraggio e paura. La preparazione di Cagliari-Cremonese non è una preparazione che è fatta solamente di gambe, di tecnica, di tattica. E' una preparazione fatta anche a livello psicologico per poter avere l'equilibrio giusto per affrontare il match, evitare  di concentrarsi troppo sull'avversario,
gestire quella che può essere anche il timore che la pressione ti mette addosso facendo diventare coraggio, perché chiaramente il timore va affrontato con una dose di coraggio che sia almeno pari e va affrontata con una serenità che chiaramente è difficile da trovare.

La serenità arriva quando tu dai più certezze rispetto al passato, quando tu dai dei punti di riferimento costanti e molte volte basta veramente l'uomo di
esperienza, il giocatore di esperienza, il giocatore che tu inserisci e sul quale puoi fare affidamento che ti cambia decisamente la situazione. Tutti al loro posto, tutti pronti a dare il massimo. E già dal momento in cui tu dici 'tutti al loro posto', chiaramente devi cercare di rimettere ciascuno nelle proprie certezze, in quello che è il ruolo che ha sempre interpretato, in quello che sa fare meglio, in quello che riesce a dare nel momento in cui è sistemato in una posizione che gli procura il comfort, la serenità, la tranquillità, la capacità di pensare che lì è molto più difficile sbagliare. Ecco, tutte queste cose sono fondamentali nel preparare il match contro la Cremonese, un match di questo tipo, perché significa veramente abbattere tutte quelle che possono essere le incertezze e le paure trasformando, riducendo al massimo e cercando di farle compensare da altre tante certezze che non diventino presunzione, perché anche questo chiaramente va detto.

Quindi serve poco anche parlare dell'avversario, anzi è preferibile forse neanche farlo perché se metti in evidenza quelli che possono essere i rischi, stai rischiando di premere anche tu, creare una pressione interna ulteriore. Se metti in evidenza quelle che sono le loro difficoltà, rischi di alleggerire la tensione che serve e la concentrazione che serve per poter poi andare a dare il massimo. E' veramente una prova di equilibrio, una prova di equilibrio che è la prova che abitualmente mette in difficoltà tutti gli allenatori, preparatissimi sotto i molteplici punti di vista in termini pratici, forse meno nel momento in cui devono gestire psicologicamente l'intera squadra. Quindi la testa che molte volte noi richiamiamo e il cuore, in questo caso, sono soprattutto le due parti che vanno allenate perché sabato ci possa essere il confronto giusto per poter ottenere il risultato giusto".


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