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Sala Stampa - Pavoletti: "Perdere non fa mai piacere, ma la Roma è forte. Si avvicina la mia ultima partita"

di Giancarlo Cornacchia

I colleghi di Voce Giallorossa hanno ripreso le parole di Leonardo Pavoletti, intervenuto ai microfoni della sala stampa, a margine della sconfitta contro la Roma: 

LA GARA. "Perdere non fa mai piacere, ma come dicevo prima ci sono sconfitte e sconfitte. Oggi c'era una Roma forte, che non ci ha permesso di fare il nostro gioco. Siamo andati in apnea e non abbiamo trovato soluzioni. La squadra, nonostante tutto, non si è sfilacciata. Alla fine, la sconfitta mi fa pensare bene per il futuro: il primo segnale deve essere il sacrificio e c'è stato. Io sto molto bene, mi sono ritrovato a metà girone d'andata senza aver fatto il ritiro estivo e non ero brillante. Ora arrivo bene alla partita e posso essere un'arma in più".

IL COMPAGNO, KILICSOY. "Andiamo sempre a casa insieme, mi aiuta con l'inglese. Abbiamo legato molto, ho cercato di fargli da fratello quando giocava meno. Era lontano da casa, non era facile: sono contento per lui. Quello che posso dare ai ragazzi, oltre alle parole, è la dedizione: mi faccio vedere a 38 anni con ancora voglia di migliorare. Nel calcio non ci sono segreti: questi saranno i miei ultimi mesi qui e voglio lasciare questo".

TORNARE AL GOAL. "Lo spero tanto, ho sognato due volte ultimamente di segnare. Mi sto allenando forte e voglio concludere questi anni fanstastici qui con un bel gol magari utile per la salvezza. Dicevo mesi fa di darci fiducia, ora è il momento di crederci ancora di più: il mister è in gamba, i giocatori sono forti e giovani. Le tre vittorie sono state belle, ora dobbiamo vincere la prossima. Oggi abbiamo perso, ma siamo pronti per dare una gioia ai tifosi in casa".

DIFFERENZE CON NAPOLI. "Ci ho pensato spesso, forse sono arrivato impaurito di non essere all'altezza. Se fossi arrivato più spavaldo, probabilmente un gol l'avrei potuto fare e mi sarei sbloccato. Ho giocato pochissimo e volevo riprendere continuità, la fortuna mi ha portato al Cagliari e la storia parla da sola. Non posso avere rimpianti, sono contento di ciò: Cagliari per me è Cagliari. Sarà l'anno più bello di tutti, anche se gioco poco voglio essere un contributo importante nello spogliatoio. Sono fiero di come la sto gestendo, il tempo scorre e si avvicina l'ultima partita. Ma ho dato tutto, manca solo la ciliegina: festeggiare l'ultima salvezza".


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Martedì 10 febbraio
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