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Sala: "Come si può non esaltarsi davanti a Palestra?"

di Maria Laura Scifo

Sui propri profili social il giornalista di DAZN Federico Sala ha commentato la sfida tra Fiorentina e Cagliari soffermandosi su diversi elementi. Dalla sua analisi emergono vari spunti interessanti, a partire dalla grande prova di Marco Palestra, passando poi per il peso dei tre punti conquistati dai rossoblù. Queste le sue parole: 

Marco Palestra ti dà l’impressione di essere il classico bravo ragazzo a cui vogliono bene un po’ tutti. I compagni e Pisacane lo chiamano “Marcolino”, lui ha quasi sempre lo sguardo inginocchiato mentre ascolta le domande, incapsulato nell’umiltà, mista a sorpresa, di chi si è ritrovato sulla bocca di tutti. Guarda in basso, dopo aver tracciato altri 90 minuti straripanti a testa altissima: “I complimenti li ascolto, ma so che cambia tutto in fretta”. È conscio di un mondo quasi sempre schizofrenico, soprattutto nei giudizi, ma quando vedi un ragazzo di 20 anni scavare solchi sulla fascia e avere quella qualità nel costruire assist, e ora anche finalizzare, come fai a non esaltarti? 

Il Cagliari scrive 25 alla voce punti e il merito è dell’enorme lavoro di Pisacane, uno che all’esordio in Serie A banchetta a idee e pragmatismo: “devo allenare per far punti non per me stesso”. Una spallata alla filosofia fin troppo diffusa che si è meritevoli di far calcio solo per estetica, come se fossimo a un concorso di bellezza. Risultatismo in dosi massicce.

È stata sicuramente la serata del ricordo di Rocco Commisso, intrisa dalle tante lacrime di chi lo conosceva, ma anche di chi non ci aveva mai scambiato neanche una parola, come le tantissime persone presenti al Franchi ieri. L’intero settore giovanile con una rosa per ogni bambino o bambina, ragazzo o ragazza, che oggi può foraggiare il proprio sogno in uno dei centri sportivi più belli al mondo, grazie a lui.

La Fiorentina lo ha omaggiato in tutto, tranne che nel risultato. Resta quel senso di responsabilità di salvare una stagione drammatica, ma che in questo 2026 dà delle vibes diverse, anche dopo una serata crepuscolare come quella di ieri, dove il palco se l’è preso un ragazzo di 20 anni: “il primo gol in A lo festeggio stando con la mia famiglia e i miei nonni”, sorride mentre lo racconta, con tutta la genuinità e la semplicità del classico bravo ragazzo, di chi ormai è “Marcolino” Palestra.


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