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Sabatini: "Mina? Provocazione non è reato. Morata a 30 anni e passa dovrebbe saper gestire certe situazioni. Ma andavano ammoniti entrambi"

di Vittorio Arba

Intervenuto ai microfoni di Radio Sportiva, il giornalista Sandro Sabatini ha parlato del "duello" tra Yerry Mina e Alvaro Morata in occasione di Como-Cagliari. Di seguito le sue parole, sintetizzate da TuttoCagliari.net: "Nel basket, e in pieno stile sport americano, si chiama trash talking: cioè quando un giocatore, un avversario, ti parla, ti provoca, ti manda fuori di testa. Io credo che, in generale, valga per Mina ma anche per altri. Un caso — ora non vorrei che si offendesse, ma lo cito perché comunque è stato il “Mina italiano” — è Izzo del Monza. Sono quei giocatori che ti provocano, però se gli arbitri non li ammoniscono, se non li buttano fuori, se pensano che quello che dicono rientri comunque nella normale dialettica, anche un po’ accesa, vivace, colorita, di una partita di calcio… allora non siamo nessuno noi per diventare giudici al posto degli arbitri. Quello che fa Mina è provocatorio, però la provocazione non è un reato. Anzi, perfino con il fallo di reazione viene punito con più severità chi reagisce alla provocazione o chi reagisce a un fallo, piuttosto che chi agisce, cioè chi fa la prima mossa. Con questo devo dire che, quindi, Mina è assolutamente giustificato. E capisco anche che Mina sia un idolo per i tifosi del Cagliari. Del resto, questi “attori” — diciamo protagonisti, perché “attori” è brutto e può essere equivocato — che basano la loro forza e la loro prestazione anche sul fatto di innervosire l’avversario, sono idoli per chi li ha in squadra e personaggi odiati per chi li vede invece solo come avversari. Quindi capisco che i tifosi del Cagliari abbiano Mina come idolo: probabilmente per loro lo è, e sono orgogliosi anche di come lui rappresenta se stesso e la squadra in generale. Ora, non mi chiedete di schierarmi dalla parte di chi provoca in campo, perché mi vengono da dire due cose. La prima è che Morata, comunque, a 30 anni e passa, dovrebbe essere più solido e imparare a gestire certe situazioni problematiche, diciamo così. La seconda è che io, tra un provocatore e chi reagisce alla provocazione, non punisco solo chi reagisce: per me le colpe sono a metà. Io non do il rosso a chi reagisce: do un giallo a tutte e due, ascolto anche i motivi della reazione. E quindi non mi schiero dalla parte di Mina, lo devo dire sinceramente, pur comprendendo che certe astuzie, certe malizie, certi comportamenti sono anche — come si dice — il sale del calcio, dello sport, del confronto, della sfida. E quindi, non è nuovo Mina, ma sicuramente, in questo settore, è veramente un fuoriclasse".


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