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Palladino: "Palestra è cresciuto molto, lo rivorrei con me dopo l'esperienza al Cagliari"

di Giorgia Zuddas

Oggi sulla panchina dell'Atalanta, Raffaele Palladino si è raccontato in un'intervista al Corriere della Sera, parlando del suo percorso e di alcune riflessioni sul calcio italiano. Il tecnico ha toccato diversi temi, dalla situazione della Nazionale alla crescita dei giovani, citando Marco Palestra, di seguito un estratto delle sue parole: 

Cosa è mancato alla Nazionale?
"Per costruire una casa le fondamenta devono essere forti. Dodici anni senza Mondiale sono la prova che tante cose non hanno funzionato, c’è stata consapevolezza? Ogni volta se ne è parlato per una settimana, due e poi basta, il cambiamento radicale è necessario. Vengo dalla generazione di Del Piero, Totti, Cassano, Di Natale, giocatori che hanno portato l’Italia su un livello altissimo. Oggi non si investe nei settori giovanili, non si punta sugli istruttori, che dovrebbero essere competenti e ben pagati. Se non sono remunerati e stimolati pensano alla propria carriera e non ai ragazzi. L’utilizzo di tanti stranieri toglie spazio e valore ai nostri giovani".

Palestra è dell’Atalanta, ma è nel mirino di grandi club.

"È cresciuto molto, il prossimo anno lo vorrei con me".

L'Atalanta è un po’ distante dalla zona Champions. Qual è l'obiettivo?

"I punti a disposizione ci sono, dico ai ragazzi che abbiamo perso i due mesi iniziali e dobbiamo recuperare gli ultimi due. Bisogna crederci senza porci limiti. Vogliamo l’Europa, non so ancora quale sarà, ma bisogna puntare al massimo, con ambizione appunto".

Qual è la sua ambizione?

"Vincere qualcosa di importante".

Con la Fiorentina è finita male, perché?

"Sono stato benissimo a Firenze, abbiamo fatto qualcosa di enorme. Un bagaglio anche di vita che mi porterò dietro per sempre".


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