Langella: "Cellino e la scaramanzia? In sette anni a Cagliari ne ho viste di tutti i colori"
Antonio Langella, ex attaccante del Cagliari, ospite di "Facci un giro!", podcast condotto da Giampaolo Gaias, ha parlato di Massimo Cellino e della sua nota scaramanzia: "Cellino sulla scaramanzia è incredibile. Io ho vissuto sette anni a Cagliari con lui e ne ho viste di tutti i colori. La prima volta che ci ho parlato, quando sono andato a Cagliari prima di firmare per capire se si potesse trovare l’accordo, mi è sembrata una persona molto buona, molto brava, con le sue idee fisse, perché aveva le sue idee ben chiare. Mi sembrava simpatico, faceva battute, quindi per me era tutto ok. C'è stata subito sintonia perfetta con mister Sonetti, perché già nella prima settimana che arrivai a Cagliari mi fece giocare a Reggio Calabria. Quell'anno si era fatto male Cammarata, c'erano altri giocatori che avevano fatto calcio per anni, e lui mi buttò subito in mezzo. Però, ti ripeto, Cellino mi dava la carota e il bastone. Ho sempre avuto un rapporto bellissimo con lui, però quando mi doveva bastonare non guardava in faccia nessuno, mi bastonava tantissimo. Non so se ti capita di andare allo stadio di Cagliari: c’è la fila 16, anziché la 17 c’è la 16B, proprio perché il 17 e il viola per lui portavano male. Ho vissuto anni e momenti con lui legati a questa scaramanzia incredibile, che io non pensavo potesse arrivare a tanto. Partite rinviate perché si giocava il 17, partite rinviate perché cadevano in giorni particolari per lui. L’anno in cui c’era lo sponsor Tiscali, dopo due giornate tolse lo sponsor perché era viola. Sì, aveva il viola Tiscali, quindi tolto immediatamente. E lui, essendo vicepresidente di Lega, era uno che si faceva sentire, che tra virgolette comandava. Quindi, se qualcosa non gli andava bene, chiedeva di spostare le partite: se il giorno era per lui particolare, se stava male, succedeva questo. E uno diceva: "Ma Cellino è davvero così?". Eh sì, è davvero così. Quando Giulini prese il Cagliari, Farias scelse la maglia numero 17: io pensai subito che Cellino non glielo avrebbe permesso, avrebbe dato la colpa della retrocessione a quello".