Giuseppe Boi: "La sfida col Genoa dice che il Cagliari sa costruire gioco e dire la sua. Poi però..."
Il giornalista Giuseppe Boi, attraverso un post sui social, ha fatto il punto sulla situazione del Cagliari dopo la pesante sconfitta di Marassi, analizzando prestazione, limiti emersi e responsabilità individuali. Di seguito il suo commento:
"Una sconfitta pesante, pesantissima. Per il risultato finale e per la classifica. Nonostante il Cagliari abbia giocato meglio - e a tratti dominato - esce da Marassi a testa bassa con tre gol sul groppone e si arrende a un Genoa che in più ha avuto il sangue negli occhi, la capacità di soffrire e quella di credere dal primo minuto nella vittoria.
Questa volta è difficile imputare a Pisacane responsabilità specifiche. La sfida col Genoa dice che il Cagliari sa costruire gioco e dire la sua. Poi, però, bisogna tirare in porta e fare gol. E qui emergono le mancanze dei singoli: da Luvumbo che sbaglia davanti a Leali, a Gaetano che cincischia quando è il momento di graffiare; da Kilicsoy che si intestardisce nel cercare la giocata, a Borrelli che deve andare oltre il fare a sportellate. Idem per i gol presi: perché se è vero che quello di Colombo arriva da un errore di reparto ingigantito dalla lettura di Rodriguez, non si può pretendere che gli avversari non giochino e poco può fare l’allenatore se Frendrup fa carambolare la palla su Prati e Ostigard segna con un colpo di schiena.
Se De Rossi ammette, a fine gara, che il risultato è bugiardo e il livello tecnico del Cagliari è più alto del Genoa, è evidente come il focus, o emergenza che dir si voglia, è la mancanza di sangue negli occhi di cui si parlava prima. Vale a dire quella ferocia (e cinismo) che sta mancando e che Pisacane deve riuscire a trasmettere ai suoi. Lui, dopo gli orrori di Cremona, questa volta l’ha messa: lo dicono tanto l’undici iniziale e l’ingresso dopo 45 minuti di Idrissi, quanto lo schierare nel corso della gara quasi tutto il potenziale offensivo a disposizione.
Se a queste scelte non corrisponde un risultato in campo, è evidente come Pisacane debba suonare ai suoi la sveglia. E lo stesso deve fare alla società in sede di calciomercato. Questa squadra ha solo due leader: Mina, in uno stato psico fisico che giustifica il non schierarlo, e Deiola, fermo ai box per infortunio. Chiedere uno o due acquisti che garantiscano tanto qualità tecnica, quanto un upgrade caratteriale e di esperienza, è più che legittimo".