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Gaetano, il papà: “C'è rammarico per come sia finita col Napoli. ADL ci ha guadagnato”

di Martina Musu

Cagliari-Napoli non è mai una partita come le altre: per i sardi è la partita. Ma questa sera, anche in Campania, c’è chi vivrà il match con il cuore diviso a metà: da una parte il sangue, dall’altra la fede calcistica.

Gianfelice Gaetano, padre del centrocampista del Cagliari, rompe il silenzio e affida a CalcioNapoli24 il racconto delle sue emozioni. Uomo semplice e rimasto con i piedi per terra nonostante il successo del figlio, continua a lavorare nella sua pizzeria “O’ Pezzereniello” a Cimitile:
"Mi raccomando, scrivilo che faccio ancora il pizzaiolo”

Parlando per la prima volta pubblicamente della carriera di Gianluca, confessa:
"E' la prima volta che parlo di Gianluca da quando gioca a calcio ed è diventato professionista, ho sempre preferito un profilo basso, ma il mio stato d'animo questo pomeriggio non è dei migliori. C'è rammarico per come sia finita col Napoli e sono personalmente rattristito dal comportamento del presidente Aurelio De Laurentiis che ha messo Gianluca nelle condizioni di andare via preferendo fare plusvalenza e non puntare su un prodotto del settore giovanile nonchè napoletano doc”

Il distacco dal Napoli è stato difficile da accettare:
Non avremmo mai immaginato di lasciare Napoli, soprattutto dopo lo Scudetto, quando, nonostante la forte concorrenza nel reparto, Gianluca aveva comunque dato il suo contributo alla storica vittoria del tricolore.

Ci sono stati anche confronti accesi con il presidente sul tema dell’ingaggio, ritenuto non adeguato al valore del giocatore. Fondamentale, in quel momento, il lavoro del suo agente: Mario Giuffredi riuscì a trovare una soluzione soddisfacente per tutte le parti. In una circostanza, il presidente rispose così:
"Prende 120 mila, è giovane, va bene così".

La chiusura con il club

Nonostante la situazione, la famiglia non ha mai assunto un atteggiamento ostile nei confronti della società, ma si è sentita comunque poco valorizzata. Il paragone con altri giocatori, come Fagioli, ha lasciato l’amaro in bocca: percorsi simili, ma trattamenti economici molto diversi.

La cessione è arrivata all’improvviso, come un fulmine a ciel sereno. L’arrivo di Gilmour a mercato chiuso è stato il segnale definitivo che l’esperienza in azzurro fosse finita.

Nel corso degli anni Gianluca è stato allenato da tecnici di altissimo livello come Sarri, Ancelotti e Spalletti. Con Conte, invece, non è mai scattata la scintilla: fino all’ultimo è rimasto il dubbio sulla sua permanenza in rosa.

"Ancora oggi è il miglior marcatore anche in Youth League del club partenopeo. Abbiamo fatto parte della famiglia Napoli per 20 anni, con entrambi i miei figli. Col mio primogenito Felice rifiutammo anche offerte d A pur di rimanere a Napoli. Coi soldi che ho speso tutti i giorni andata e ritorno da Cimitile per quasi 20 anni probabilmente avrei comprato una villa. L'unico che ci ha guadagnato in questa storia è stato De Laurentiis.”

Il confronto con altri giovani

Guardando al presente, il padre sottolinea le differenze economiche:
"A Cagliari attualmente prende 10 volte di più. Per questo dico che anche Vergara avrà difficoltà a farsi riconoscere ciò che merita, De Laurentiis non rinegozierà nuovamente dopo aver firmato un rinnovo pochi mesi fa. Ovviamente De Laurentiis a livello imprenditoriale ha ampiamente ragione, ma questo ragionamento non dovrebbe valere coi prodotti del settore giovanile. I napoletani sono un'altra cosa.”

Verso Cagliari-Napoli

Infine, lo sguardo torna alla partita di questa sera, vissuta con emozioni contrastanti:
"Per me sarà una giornata difficile, perchè sono un vero tifoso del Napoli, da una vita, per questo ho preferito rinunciare alla trasferta in Sardegna. Oi il mio sentimento è di 'odio-amore. Mi auguro con tutto il cuore che il Cagliari si salverchè la piazza lo merita. A Cagliari ha trovato un ambiente simile al nostro, caloroso stato accolto bene"


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