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Ernesto Onofri, il portiere 16enne che sfiorò il Cagliari scudettato: "A quei tempi a decidere erano le società"

di Maria Laura Scifo

Nei giorni scorsi Il Messaggero ha intervistato l'ex portiere del Rieti Ernesto Onofri che, 16enne, sfiorò l'approdo al Cagliari che aveva vinto lo scudetto. Tuttavia, un mancato accordo tra le società portò al congelamento del trasferimento e così l'estremo difensore rimase a Rieti. Tuttavia, Onofri nel frattempo era venuto a Cagliari per una settimana e ha raccontanto le sue sensazioni ai microfoni del quotidiano:

L’occasione sfumata in Sardegna avrebbe potuto cambiare il suo destino di giocatore. Ci pensa sempre? "Sì, certi treni non passano due volte. Ma a quei tempi a decidere erano solo le società proprietarie dei cartellini e non potevi fare nulla se non eri d’accordo".

L’allenatore del Cagliari, Manlio Scopigno, era favorevole al suo acquisto. Cosa avvenne? "Il presidente del Rieti, Dino Matteucci, propose al Cagliari di comprare in blocco anche il terzino Ciaramelletti e il centrocampista Sebastiani, giocatori tecnicamente molto validi, ma la società sarda era interessata solo a me come portiere per potenziare il settore giovanile. La rottura avvenne poi sulla cifra, le parti erano troppo distanti".

Che ricordo ha di quei sette giorni all’Amsicora? "Ritengo un privilegio aver potuto vivere un’esperienza così importante. Il Cagliari aveva vinto lo scudetto, tutta la Sardegna festeggiava e lo stadio era sempre pieno anche durante gli allenamenti".

Schierato in porta e chiamato a parare i tiri di Riva e compagni, come andò? "Non esagero se dico che sentivo un fischio quando il pallone mi sfiorava, quei tiri erano veri e propri siluri. In molti casi riuscivo a oppormi e preziosi furono i consigli di Albertosi, in quel periodo portiere anche della nazionale, su come posizionarmi tra i pali".


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