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Bepi Anziani: "Cagliari, Scudetto del '70 grandioso. Ma non è stato gratuito, ci è costato un mutuo lungo decenni"

di Vittorio Arba

Tramite un lungo post pubblicato su Facebook, il giornalista Bepi Anziani ha celebrato il 56° anniversario dello Scudetto del Cagliari, evidenziando tutti i grandi aspetti positivi e qualche aspetto negativo: "Ogni anno da 56 anni si celebra in Sardegna il ricordo di un miracolo sportivo e sociale. La narrazione è romantica, commovente, esaltazione un impresa storica che porta talvolta a paragoni stonati con i tempi attuali. Ed è giusto così. Perché nessuno racconta il contesto di allora. Il Cagliari che vince lo scudetto nel 1970 non è solo la squadra di Gigi Riva e di un popolo che si riscatta. È anche il prodotto di un’Italia che investe e decide in quegli anni il futuro della Sardegna. Angelo Moratti domina il mondo petrolifero e il calcio con l'Inter di Herrera e Nino Rovelli costruisce l’impero della chimica. Nascono e si allargano i poli industriali di Sarroch e Porto Torres Non è un caso. È un sistema del quale il calcio è parte integrante. Serviva a creare consenso, a dare un volto vincente a un modello di sviluppo calato dall’alto. Funziono'. La Sardegna vinse. Ma firmò anche un contratto che avrebbe pagato negli anni. Perché di quell’epoca non restano solo lo scudetto, Gigi Riva, l’orgoglio di un popolo ma anche le ciminiere, le aree industriali in crisi, il fallimento della SIR e un modello di sviluppo mai davvero nostro. Oggi qualcuno parla di identità tradita perché i dirigenti non sono sardi e il business sembra dominare sui valori sportivi. Ma anche allora il Cagliari non era un’isola nell'isola. Era già dentro i giochi grandi. Quello scudetto è stato grandioso. Ma non è stato gratuito. Ci è costato un mutuo lungo decenni".


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